giovedì 19 settembre 2019

gite nei dintorni: Villa Annoni

Durante questa lunga estate io e i bambini abbiamo avuto modo di visitare ogni sorta di parco/parchetto/giardino o similari presenti in zona... un po' per ammazzare il tempo, ma anche per immergersi nella natura, nei giochi e per vedere un pezzetto di mondo che ci circonda, spesso e volentieri dietro l'angolo.
Così, presa da un impeto di positività, ho programmato il navigatore (non amo esplorare in auto e non ho un gran senso dell'orientamento... se si aggiungono anche due pargoli al seguito potrebbe diventare una vera Missione!) e ho deciso di visitare un parco che dista pochi Km da qui: Villa Annoni e il suo immenso verde che la circonda.
Villa Annoni si trova a Cuggiono (MI) e, in circa 20/25 minuti di auto, è facilmente raggiungibile passando, tra l'altro, in mezzo alla bellissima campagna al confine tra Piemonte e Lombardia.
Negli ultimi anni è diventata famosa per aver ospitato, nelle sue immense radure, il tendone di "Bake Off Italia" - versione Junior, ve lo ricordate?

foto da web

Essendo poco pratica della zona (tra l'altro c'erano dei lavori in corso, per cui la viabilità era diversa), ho lasciato la macchina in uno dei mille parcheggi gratuiti che distano pochi passi dal centro, per proseguire a piedi verso la Villa.
Ho scoperto solo dopo che esiste un ampio parcheggio adiacente la Villa ma non ho capito da quale parte si accede... mea culpa... ad un certo punto ho spento il navigatore e sono andata a naso, o meglio, ho seguito una Nonna con tre nipoti che aveva la nostra stessa meta. :)
Una grande fontana con giochi d'acqua ci ha accolti nel cortile dell'ingresso, poi entrando sotto i portici di sinistra si accede alla zona del Parco.
E' davvero immenso... si tratta di circa 23 ettari di verde, un piccolo polmone dotato di percorsi paesistico e botanico, ben illustrati in un cartello/mappa (del quale ho fatto una pessima foto in ombra) posto nei pressi del cancello. Subito sulla sinistra c'è un bel punto di ristoro coperto con tavolini, macchinette al quale poter prendere caffè, bibite e tanto altro ...con anche un angolo di "book crossing"!!
Un info point gestito da volontari si occupa degli animali presenti nel parco e di tenere in ordine questa area, con tanto di parco giochi e toilette.
Due voliere ospitano galline, galli, tacchini, pulcini e pavoni che, spesso e volentieri, razzolano anche in libertà tra le piante e i cespugli.
La nostra passeggiata, dopo un breve spuntino, è proseguita poi alla scoperta di un laghetto con cigni, anatre, oche e tartarughe (ai quali non è possibile dare cibo, con tanto di segnalazione), fino a raggiungere una collinetta con il "tempietto" (ampiamente ripreso nelle puntate di Bake Off).
Abbiamo visto il vigneto, viali alberati e, dall'alto della collina, campi di girasoli e di campagna che circondano la Villa.
Abbiamo giocato a nascondino nei labirinti, ovvero piccole siepi sagomate tanto da formare i tipici "giardini all'italiana"... (anche se un po' rinsecchiti a causa della calda stagione) e poi abbiamo corso negli interminabili prati... scovando cavallette, farfalle e libellule... anche se, la nostra visita, in realtà, è stata solo un piccolo assaggio, una porzione dell'immenso parco.

L'area giochi, in estate, è soleggiata fino alle 16,30/17,00, dopodichè rimane in ombra e più fresca anche per i bimbi che si arrampicano e non stanno mai fermi!
Sono attrezzati anche con un campo da pallavolo e un canestro da basket, oltre a scivoli, giostrine varie e altalene.

Prima di uscire abbiamo visto da vicino anche uno scoiattolo: che tenero!!!


In diverse aree sono presenti tavolini da pic-nic o semplicemente panchine dove poter riposare e godere della pace, ascoltando il canto delle cicale.

I percorsi sono sterrati, a tratti con ghiaia, per cui sconsiglio il passeggino: qui si cammina, tra sentieri e prati, meglio se con scarpe chiuse e abbigliamento comodo.

Sicuramente ci saranno altre occasioni per curiosare le zone dove non siamo stati: la grotta, la casa dei daini e dei caprioli e per visitare l'ala del palazzo che ospita il Museo Storico Civico di Cuggiono, una raccolta di immagini fotografiche, oggetti, attrezzi antichi e ambientazioni delle generazioni passate, appartenuti alla comunità locale.
Diverse sono le iniziative che si svolgono nell'area antistante la Villa, quando siamo andati erano aperte le prenotazioni per il pranzo di Ferragosto, con tanto di palco montanto per serate all'aperto, ma viene valorizzato e sfruttato per svariati eventi/laboratori/mostre-mercato/dibattiti/pranzi durante tutto il corso dell'anno, appuntamenti sempre aggiornati sulla pagina fb del parco.

Al di là di questo, abbiamo scoperto un piccolo gioielli dietro casa e vale la pena di ritornarci anche solo per vedere come mutano i colori della natura durante le stagioni!

P.S. Questo post non è sponsorizzato, quando trovo un posto che merita ne parlo volentieri!

venerdì 13 settembre 2019

idea riciclosa: il segnalibro fai-da-te

In occasione dell'iniziativa #segnalibero2019 ho autoprodotto una serie di segnalibri fai-da-te, liberati in diversi posti.
Ecco come li ho realizzati.


Quante volte si tengono da parte perline, paillettes, spaghi...
In questa occasione ho potuto riciclarli dando loro una nuova vita!
Per incentivare la lettura ho pensato di aggiungerci sopra "Ancora un Capitolo" o semplicemente "Buona Lettura" con caratteri scritti a mano.
Per il cartoncino ho riutilizzato un ritaglio di un vecchio lavoro che avevo conservato... il cartoncino avorio ruvido era troppo bello per essere gettato!


Il primo segnalibro di destra è stato realizzato a 4 mani con il mio piccolo artista: anche uno scarabocchio si può trasformare in un pezzetto d'arte!
Chissà se qualcuno li ha trovati, raccolti e conservati... speriamo!
Io li ho comunque fatti con il cuore...






giovedì 12 settembre 2019

matrimonio a prima vista


Dopo aver visto la scorsa "stagione", non posso esimermi dal mostrare un mio parere - puramente personale - sulla trasmissione "Matrimonio a prima vista".

Francamente non riesco ad entrare nell'ottica di chi si rivolge a questo tipo di programma. Fossi anche la più vecchia delle zitelle, io, mai, mi presenterei e mai affiderei il mio futuro a tre esperti che, pur bravi che possano essere, debbano decidere al mio posto, soprattuto se in base ad una statistica di compatibilità.

Avessi avuto delle delusioni sentimentali, no, non ci andrei lo stesso.

Eppure c'è una fila di ragazzi e ragazze, giovani, anche di bella presenza che di possibilità di conoscere un partner ne potrebbero avere, senza grandi difficoltà (secondo me), perchè hanno un minimo di vita sociale, di amici, un lavoro... ma, evidentemente, hanno bisogno di una mano... un esterno che li aiuti.

Non tutti, ma molti dei "concorrenti", a primo impatto (forse anche per le telecamere che non aiutano certo ad essere naturali) sembrano essere "piatti", concedetemi il termine.
Non hanno espressione di sentimenti... è come se fossero irrigiditi in una maschera e avessero bisogno di una scossa adrenalinica che li rigeneri un attimo.
Si, un attimo... perchè poi tornano come prima...
Sono in costante ricerca della felicità, della soddisfazione, il desiderio della vita "perfetta" che hanno sempre sognato e, probabilmente, si sentono incompleti o insicuri di compiere un passo che sentono dentro ma, come bloccati, non riescono a compiere da soli.
Fanno anche un po' tenerezza... per certi versi.

Forse basterebbe un supporto maggiore nel loro primo nucleo familiare, un po' più di stima non per se stessi... ma nelle azioni che coinvolgono oltre a sè anche un'altra persona, con la quale si costruisce una relazione che, non per forza deve essere "perfetta", anzi... sapete quante volte uomini e donne hanno idee diverse?
Nessuna coppia è perfetta, nessuno è perfetto. Siamo noi a vedere il giardino del vicino sempre più verde del nostro. Forse non sappiamo apprezzare quanto già possediamo, che è già qualcosa di grande e straordinario ma, sotto i nostri occhi diventa ordinario, normale...

E poi c'è un tempo per tutto, ragazzi... probabilmente ci si vede raggiungere un'età in cui gli altri si sposano, si staccano dal gruppo... "e tu quando ti sposi?"
E dopo che sei sposato: "Ma quando fai un bambino?" e dopo ancora "E quando il secondo?" e c'è chi - credetemi esiste - chiede anche "Quando il terzo?"...
Ma troviamo finalmente il coraggio di rispondere: "ma fatti i fatti tuoi!"
Usciamo dagli stereotipi e da ciò che vogliono gli altri, facciamo ciò che veramente sentiamo NOI!
Non fatevi ingoiare dal dubbio: ma quando capita a me? E se non trovo nessuno?
Ma succederà quando sarà il momento, quando troverai una persona per TE...
Quanti sposi ho visto fare su un "ambaradan" di matrimonio e durare 6 mesi tirati...
Non si deve dimostrare niente a nessuno... tanto meno gli altri debbano giudicare uno/a che non è sposato/a o non ha trovato ancora la compagna/o ideale.
Ho visto persone che si sono sposate a 60 anni (ecco forse, lì avrebbero potuto accelerare i tempi...), ma essere davvero felici e accettarsi con i pregi e i difetti che, ad un età più matura, ormai ti tieni e ami.

Poi una cosa che proprio non tollero è questa.
Matrimonio. Cos'è? L'abito bianco, la cerimonia, le foto, il pranzo e il viaggio di nozze.
Ma l'AMORE?
Al primo posto deve venire quello, caxxo, ma vaffa il ricevimento e i parenti (con tutto il rispetto per i parenti, eh!).
Ma se io AMO una persona, la sposo anche in pigiama su un eremo sperduto!!!!

Questa è la concezione d'amore che si è persa.
Prima viene la coppia, poi viene il resto, con un po' di sano egoismo, ma prima si solidifica e si fanno le basi di un rapporto, poi si condivide con gli altri, non per mostrare un trofeo (la moglie o il marito), ma per condividere una gioia, quella dell'amore SINCERO nato tra due persone che si amano.

Altrimenti torniamo nel Medioevo, con i matrimoni combinati, il baratto di 8 mucche in cambio di una persona (solitamente la donna), e via così...
Sminuendo il valore dei sentimenti, dell'essere umano.

Seconda cosa che non tollero.
"Beh, ma provi, se va male tanto divorzi..."
Scusa? No, uno non fa "le prove" con una Persona, almeno per il rispetto dell'altra.
Ci si frequenta quante volte lo si ritiene necessario, si fanno esperienze insieme, ci si impara a conoscere...

Ma il rispetto? La fiducia che uno ripone in un'altra persona?
L'amore non è una carta da firmare...
Amarsi non vuol dire che se cambio idea basta una firma e ci separiamo.
Amare vuol dire anche sopportarsi e supportarsi, sforzarsi di capire, essere complici, spronarsi... ma che promessa uno ha la pretesa di fare e di ricevere da chi non conosce e non ha mai visto in vita sua...? che fiducia posso riporre nell'altro se non ho idea di chi sia...?

E' apprezzabile con che coraggio facciano un passo così... io non ne sarei capace,
inoltre sfido chiunque a trovare armonia e intimità con telecamere e cameraman che ti seguono passo-passo... io non riuscirei nemmeno se mi promettessero in cambio una vita ricca, lunga e felice.
Cosa avrei fatto io a 30 anni zitella? Avrei girato il mondo, sarei andata nei posti più sperduti che nessuno conosce, probabilmente in quelli più poveri.
Viaggiare è un ottimo modo per conoscere se stessi, i propri limiti e imparare un po' dagli altri... anche da chi è lontano da noi come cultura.

Seguirò le puntate e non giudicherò gli atteggiamenti delle persone in sè, ognuno è fatto come è fatto e io non li conosco e non sono nessuno.
Nel mio lavoro, di promessi sposi ne vedo tanti anche io e, per la mia modesta esperienza, posso dire che l'ultima parola ce l'ha sempre la donna. Se la donna va spedita, il rapporto funziona... gli uomini si accontantano anche di meno e si fanno meno fisime mentali...
Solo una coppia, a mio parere "a naso", in questa edizione funzionerà. Le altre no, anzi, io le avrei scambiate (tanto, già che ci siamo!).
Ma vedremo come andrà a finire nelle prossime puntate...

E... Voi, lo seguite?
Che ne pensate?



P.S. Se qualche "concorrente" mi stesse leggendo (due abitano anche non tanto lontano da qui), per favore, contattatemi e spiegatemi la vostra scelta.
Sarei felice di ascoltare a cuore aperto il vostro punto di vista.


Immagine da web



 





lunedì 9 settembre 2019

rientro, inserimento e... avanti!!!

Le vacanze sono ormai un lontano ricordo, non che avessimo fatto quel gran che...
è pienamente ora di rientrare, di ricominciare, ognuno con le proprie attività, chi la scuola, chi il lavoro... quest'ultimo trascinato fino adesso fuori orario, per incastrare tutti gli impegni.
Si riparte, è settembre!

Oggi, 9/09/2019 termina anche la mia inizitiva #segnalibero2019 che, a malincuore, non è decollata e non ha visto partecipare nessuno, a parte me :(
Sarà stato il periodo estivo, in cui tutti hanno diritto al meritato riposo...
Sarà stato che io ho pubblicizzato poco e male l'evento, presa da mille cose e partendo io stessa tardi nella distribuzione dei miei segnalibri...
Sarà che la gente non è più di tanto interessata alla lettura, alla condivisione...
tanto che i miei 4 segnalibri non sono certa che siano stati raccolti, presi e conservati... (nessuno sui social ha segnalato ritrovamenti, giusto per darmi conforto), le persone hanno paura di guardare ma soprattutto di toccare un biglietto di carta con scritto "prendimi", hanno timore che esploda, controllano con diffidenza, e se poi costa qualche cosa?
Mmmmmm.... è solo un segnalibro!
Non vi dico la mia osservazione da lontano che agitazione mi faceva salire...
Così da decidere di lasciarli liberi per poi cambiare completamente strada...

Ne avrei dovuto "liberare" un ultimo, il quinto della serie, ma il fato ha voluto che mi si sia aperta la bottiglietta dell'acqua in borsa e che il malacapitato segnalibro si fosse danneggiato e rotto... come dire... era proprio destino!

Di solito in questo periodo ho una carica in più... ora, a furia di caricare e motivare gli altri, ho perso un po' la mia... sono un po' demotivata...
Perchè gli sforzi che faccio non vedono il frutto che vorrei, le idee che propongo non prendono sempre il volo... ed è fisiologico... non tutte le ciambelle escono con il buco e, forse, anche io stessa non mi sto impegnando così tanto come dovrei.
Ma non ho tempo per niente, inizio una cosa e la devo interrompere, poi ne incomincio un'altra e un'altra e non termino nulla...
Mentre prima riuscivo a recuperare, ora devo accantonare e dopo un po' decidere se abbandonare, perchè - tutto - fisicamente non lo riesco a fare...
Alle volte mi sembra di arrivare nel posto sbagliato al momento sbagliato... ho delle idee che mi vengono tardi ma se provo a metterle in pratica adesso non hanno più lo stesso effetto come se pensate prima, per tempo.

Ho forse troppe aspettative, quelle mi fregano sempre... dovrei pensare ed agire senza aspettarmi niente... magari riuscirei a godere meglio quegli sforzi e quei germogli... sono stanca dell'estate, del caldo (che da stamattina, sembra smorzarsi), delle zanzare, del cantiere che fa rumore qua vicino, dei compiti delle vacanze che finalmente come una tortura sono finiti tra capricci, lamenti e... "adesso posso andare?".

Per non parlare dello spannolinamento (che racconterò in un capitolo a parte) e dell'inserimento alla materna del piccolo.
Alle volte penso di non essere in grado di gestirne due, non ce la posso fare... ma come fanno quelli che ne hanno 3? Io sono già sclerata così!!
Poi credo di sbagliare io, di non essere troppo autorevole o di esserlo troppo come una fisarmonica... ma se non grido, qui non mi ascolta nessuno... e poi passo anche per la stressata di turno...
E' che sono esaurita come una pila scarica che continui a ricaricare solo un pochino perchè non hai tempo... non c'è mai la lucina verde, è sempre rossa, ma tu la metti  lo stesso nell'elettrodomestico che ti serve, dura poco e poi la ricarichi un poco ancora.

L'ideale sarebbe, ora, farsi una bella vacanza... (da sola in un'isola deserta) ma forse è meglio ripartire con il lavoro e, magari, un po' di tempo per me...
sono certa che mi verranno altre idee malsane!
A dire la verità, qualcuna ce l'ho già, perchè ho una bella testa dura... per scoprirlo non vi resta che seguirmi!

Buon settembre, buon rientro e buon inserimento!



venerdì 6 settembre 2019

Scusate se esisto!

E poi, una sera, riesci a vedere un bel film, dopo anni, accanto al marito, una commedia che ti incolla al divano per sapere come va a finire, che rispecchia lo spaccato italiano, ti fa ridere e riflettere.

Serena Bruno fa uno di quei tanti lavori per cui la lingua italiana non prevede il femminile, l'architetto, lo svolge con passione, oltre che con tecnica e personalità.
Si, personalità, perchè ci mette del suo anche dal punto di vista umano... quello che crea con uno schizzo a matita su un tovagliolo sarà uno spazio dove per prima vengono le persone, non il cemento, il giro di soldi, le mafie per gli appalti.

Decide perfino di tornare dopo anni all'estero nella sua Italia, a Roma... ma non l'aspetta un futuro facile, non perchè non sia competente, ma perchè è donna.
L'unica, o forse tra le poche, ad avere le palle di presentarsi ai colloqui, di fare tutto l'iter e gli incartamenti come si deve... in mezzo a tanti uomini.

Ma non viene scelta mai, tranne quando dice di lavorare per un uomo e rappresentarlo in sua mancanza. Solo allora viene presa in considerazione, solo allora esite... anche se con un finto nome: Giulia.

Tutto questo le è possibile grazie all'appoggio di un amico, Francesco, che si presta a reggerle il gioco finchè il progetto viene approvato.
Durante la storia si susseguono una serie di raccamboleschi imprevisti che, bugia su bugia, permettono a Giulia di arrivare quasi fino alla fine.

Paola Cortellesi, che veste a pennello il ruolo di Serena (ispirata dal vero progetto di Guendalina Salimei), rende ironica una realtà viva ancora oggi e tipicamente italiana.
Quelle belle clausole che presentano alle donne quando si inizia un contratto (vedi la voce gravidanza)... quando pensano che Anversa sia solo una città straniera, come se nascere all'estero desse qualcosa di più che aversi fatto un mazzo a studiare le lingue... quando le donne, per mantenersi un posto fisso, vomitano nel bagno dell'ufficio, oppure sono le prime ad entrare e le ultime ad uscire, con al telefono i figli e per le mani il lavoro da sbrigare... ma non per questo vengono pagate almeno tanto quanto un uomo.
Quando il loro ruolo passa dal fare i caffè, le fotocopie ad organizzare giornate incastrando i capricci del Capo alla propria vita personale, ormai inesistente.
Tutti sanno tutto, ma nessuno fa niente.
Tutti lo vorrebbero mandare a quel paese, quel Capo, ma nessuno lo fa, per tenersi stretto il lavoro.

Il progetto di riqualificazione del Corviale, che esiste davvero, infatti, ci ha messo dieci anni per passare dal concorso ai lavori, dopo due ricorsi al Tar.
Perchè? Perchè siamo in Italia.
Burocrazia, mancanza di soldi e quella voglia di mettere il bastone tra le ruote, di farsi la guerra pur di frenare i lavori per chissà quali interessi... sono il vero "marcio" italiano.
Invece di velocizzare, migliorare la qualità della vita, fare un lavoro sensato, da noi si fa l'opposto, tanto c'è tempo...
intanto tutti sanno, ma nessuno fa niente...
e una donna, quando entra in un ufficio di uomini, deve sempre dare un colpo di tosse prima di salutare e di scusare di esistere.


p.s. Ho apprezzato anche la parte di Raul Bova, anche se un pochino mi ha fatto impressione... per me che da ragazzina avevo il suo calendario appeso nell'armadio... vederlo interpretare il ruolo di omosessuale... non ce la posso fare, scusate, ma mi si infrange un pezzetto di cuore adolescenziale!




Trailer ufficiale del film "Scusate se esisto"





lunedì 12 agosto 2019

alla salute, cin-cin!

Non si apprezza davvero lo "stare bene in salute" fino a quando non si fa un giro in un Ospedale.
E' capitato anche a me. Stavo bene, qualche giorno fa, non ho avuto nessun segnale che mi facesse pensare che da lì a poco mi sarei contorta dal dolore...
Nulla di veramente grave, intendiamoci, una colichetta renale.
Bevo poco, bevo niente... in ogni stagione... alle volte anche ai pasti, alla fine, guardo il bicchiere e mi domando: ma non ho ancora bevuto? Sono un caso limite, lo so... ma sorseggiare ogni 5 minuti (e andare in bagno ogni 10) non è del mio DNA. Sta di fatto che alle 7,30 del mattino, marito mi accompagna per un controllo, destinazione: ospedale, pronto soccorso.
Sarò anche strana... ma, a parte quando ho partorito, non sono mai stata in pronto soccorso... è un reparto che proprio non conosco.
Ma dovrebbero proiettarlo fuori quello che succede ogni giorno lì dento, non per criticare, ma per osservare, come in un esperimento, il genere umano... per comprendere quante sfumature esso possiede e per apprezzare di più ciò che ci circonda.

A tutte le ore del giorno e della notte arrivano ambulanze con gente conciata in ogni modo, chi entra senza una scarpa, chi ha la maglia impasticciata di sangue, chi grida dal dolore, chi chiede aiuto, chi dorme su una barella non si sa da quanto...
Ho passato una mattina che non mi scorderò mai.
Ho visto un sacco di anziani in barella, parcheggiati, i più fortunati avevano al loro fianco un figlio o una figlia. Stessi occhi, stessi lineamenti, solo un po' più giovani... non serviva chiedere chi era parente, si vedeva... per assurdo, da fuori uno lo nota molto di più che tra madre/figlio.
E, per ovviare l'attesa, chiacchieri con chi ti sta vicino... una signora filippina che è venuta a trovare l'amica e non riesce a muovere più le gambe, una signora che scalpita per andare a fumarsi una sigaretta (e noi che la copriamo, con le infermiere, dicendo chè andata in bagno...)... alla fine si diventa solidali, in un ambiente così, una signora consola un'anziana sorda vicina di barella, poi... quando è il suo turno... saluta facendo gli auguri agli altri... un'altra chiede di dover andare in bagno... sono visi stanchi, che forse vedrò solo oggi, poi magari non incontrerò più... alcuni di loro, anziani, sono particolarmente pallidi, quasi trasparenti, con pochi capelli bianchi come zucchero filato, hanno gli occhi "liquidi", chi più vivi chi meno... è così che si diventa prima di morire?
In ospedale si vede e si pensa di tutto...
e, vedendo quelle persone soffrire davvero, per anzianità o per dei malesseri, improvvisamente ci si sente meglio... io, in confronto, non ho nulla!
I reni sono a posto, calcoli non ce ne sono... hanno trovato solo un po' di sabbiolina... devo solo bere! Mi sento una miracolata!!!!

E poi osservi anche loro, i medici, le infermiere, le signore delle pulizie nelle loro nuove divise con le bretelline da "Super Mario"... hanno tolto la polvere in posti dove credo che nemmeno in casa mia l'abbia mai tolta... fanno turni allucinanti, ma sono lucidi (io sarei esaurita), li vedi che sono nel loro ambiente, sicuri come se fossero nati per fare quel mestire lì e basta. Vedi la loro passione nei gesti, nelle domande che ti pongono. Un infermiere aveva tatuata sul braccio una frase di tre righe... non ho fatto in tempo a leggerle mentre mi prelevava il sangue... ma sarebbe stato curioso sapere quale mantra avesse scelto da mettere in modo perenne su quel braccio che usa per lavorare... e che spesso mostra alla gente...
I modi gentili, pazienti, di un'altro infermiere canuto che direziona i pazienti dove andare, come un vigile in corsia, con un sorriso contagioso che tranquillizza e dà fiducia. Con calma incastra barelle una a fianco all'altra con una precisione matematica, driblando una carrozzina "fuori fila" ma che in altri posti non potrebbe stare. E l'umanità di una volontaria che passa tra un malato e l'altro per scambiare 4 chiacchiere, per portare una coperta a chi ha freddo, per rincuorare chi aspetta...?
E' vero, passano delle ore, a volte delle giornate, c'è confusione, cè stanchezza... c'è stato anche un blocco informatico che ha rallentato tutte le lastre...
ma che culo (passatemi il termine) si fanno quelli che lavorano in pronto soccorso?
Alle volte uno non ci pensa neanche... vede solo i disagi... vede solo sè stesso, vede solo quel bicchiere mezzo vuoto che, in realtà, un po' d'acqua ce l'ha.
Ma io, a queste persone, faccio un inchino, dico grazie, quando esco.
E alla loro salute, brindo... con acqua, per espellere la sabbiolina che, avrei preferito, fosse quella di una bella vacanza al mare...


mercoledì 7 agosto 2019

cosa mettere in valigia

Diciamola tutta... son sempre le mamme che preparano i bagagli per tutti, per lo loro stesse, marito e figli...
La valigia diventa, molto spesso, fonte di stress... avrò portato tutto? E se manca qualche cosa? L'unico modo per diminuire l'ansia è preparare per tempo un'elenco di cose da spuntare, in modo da evitare sia di sovraccaricare la valigia sia di dimenticare oggetti quotidiani necessari.

Questa qui sotto è una lista indicativa per la destinazione MARE: basta scaricarla, stamparla, aggiungere eventuali oggetti e... usarla!




Inoltre è utile anche per conteggiare, al ritorno, se abbiamo preso tutto o lasciato qualche cosa nel posto di vacanza!
Secondo voi c'è tutto?


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