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Il post che state per leggere è uno sfogo personale, dopo una settimanina pessima... per dirla in modo elegante. Una di quelle che capitano a tutte le mamme che pensano di farcela da sole a fare tutto e tutto insieme nello stesso momento... perché chiedere aiuto non è una ferita nell'orgoglio, è un dover pesare su qualcuno (che già ne ha dei problemi - e tu non riesci ad aiutarlo, tra l'altro -, senza sobbarcarsi pure i tuoi), è il senso di colpa di non essere riuscita a gestire più cose insieme come avresti voluto, un sentimento che condividono molte donne, mamme soprattutto.
E' non riuscire a passare del tempo con il grande perché hai sempre dietro il piccolo e con il piccolo perché devi guardare anche il grande, oppure con nessuno dei due perché hai altro da fare e non si fa da solo.
E' la rabbia di non avere un minuto in più per pensare a cosa sarebbe meglio fare, perché è a te che spettano tutte le decisioni (dalla piccola alla grande) e avere persone attorno a te che non capiscono che oltre ad un lavoro hai anche dei figli, di cui uno piccolo a casa, non aiuta di certo.
Quelle che chiedono scusa per circostanza ma che intanto rompono, diciamo, perché è questo che fanno.
E' la rabbia di iniziare un lavoro e non riuscire a portarlo a termine nei tempi normali, perché hai altro da fare.
Il senso di colpa nel voler finire il lavoro che hai iniziato e non stare con i tuoi figli.
Il senso di colpa nel voler stare con i tuoi figli e mandare a quel paese il lavoro.
Il senso di colpa nel non voler avere la voglia di fare né uno né l'altro, perché si è stanchi, perché si è stufi, perché anche chi ama la routine e le liste di cose da fare (che a volte danno un senso di sicurezza) ci finisce inghiottito dentro... è come una musica che ha un ritmo più veloce e tu non riesci a stargli dietro, corri, corri dietro a quel disco ma ormai è avanti e tu sei indietro, tanto da capire che se anche ti fermi invece di insistere a correre, non cambia proprio nulla.
Poi ti guardi intorno e vedi altri lavori da fare, da depennare, da riprogrammare: preparare da mangiare, lavare, stendere, stirare, pulire pavimenti, cucina, bagni, fare bagnetti, tirare su briciole, correre a prendere un figlio, camminare col passeggino per far addormentare l'altro, correre a prendere un lavoro, fare una bozza al volo, e intanto preparare la cena sul fuoco, scrivere una mail con un bimbo urlante in braccio e l'altro davanti alla TV (quando preferiresti che proprio non la guardasse), poi cambiare l'ennesimo pannolino della giornata e apparecchiare la tavola con una mano sola, sentire dire 100 volte "io ho fame" e poi....
e poi... ho gridato BAAASTAAAA e ho divelto il cestino della cucina....
MA NESSUNO MI AIUTA? credo di aver gridato...
Si, lo so, sono un po' esaurita... e oggi mi sono accorta di essermi vestita di nero e viola, segno che tanto positiva forse non sono ancora...
Invidio le mamme che riescono a farsi una risata, che si lasciano tutto alle spalle tanto in qualche modo si farà, invidio chi dice di non stirare perché davvero non capisco come diavolo facciano a non vedersi le pieghe senza un colpo di ferro...
Quelle che, anche stanche e con più di 2 figli, hanno la forza di organizzare una festicciola nel fine settimana per i bambini...
So che anche loro avranno le giornate no, non è tutto rosa e fiori...
Ma io mi sento in colpa perché proprio non entro in quell'ottica, non ho più la pazienza di prima, l'energia di vedere sempre il lato positivo, ci sono giorni in cui non ho voglia di giocare con i miei figli, di guardare lo stesso cartone per la milionesima volta, non ce la faccio a tenerne uno in braccio e mi domando: "Ma cosa mi è mai saltato in mente di fare il secondo?"... si, care mamme, perché non so voi, ma io ogni tanto me lo chiedo... e senza farlo apposta, mi sento... in colpa per averlo pensato!
Vorrei scrivere sul blog, fare progetti, ma poi mi trovo ancora più incasinata con l'arrivo di lavori urgenti, che bisogna fare subito e bene con la concentrazione che ormai non trovo...
Tutto questo con la consapevolezza che, oltre a lavoro e blog, ho anche altre cose da fare, altre priorità... e, alla fine, non capisco più cosa conviene che io faccia prima... perché sarebbe da fare tutto, a voler ben vedere...
Vi risparmio il quadretto con Marito che, non appena varca la soglia di casa, viene insaccato di parole per ogni gesto che fa, dal non essere arrivato prima quando c'era un delirio in atto, al metterci troppo tempo nei compiti che gli affido con risultati diversi da come avevo immaginato nella mia testa, per sprofondare nel sonno più profondo appena tocca il divano quando gli raccomando di guardare il grande...
l'ho detto che non ho più pazienza, e a lui sconto ancora meno... come se questo non aiutasse ad alimentare ancora di più i miei... sensi di colpa.
So che è una fase, e spero vivamente che presto si chiuda...
Perdonatemi se ho spiattellato le paturnie di una mamma "fuori-fase" su un blog che, normalmente, punta sul lato positivo delle cose...
Prima o poi conto di tornare così, prima o poi... perché il rosa rimane sempre il mio colore preferito.