domenica 29 marzo 2020

forse è ora di cambiare, non solo le lancette dell'orologio

Ci ho messo un po' prima di poter scrivere qualche cosa... per metabolizzare quello che sta succedendo da un mese a questa parte.
Non avrei potuto scrivere di getto, per la Rabbia.
Non avrei voluto scrivere banalità, per Ignoranza.

All'inizio, infatti, ero arrabbiata, le informazioni che giungevano erano confuse, ingannevoli, si diceva tutto e il contrario di tutto (anche ora, in realtà) e non mi davano certezza di capire il quadro della situazione, non capivo davvero con che criterio venissero prese alcune decisioni... come chiudere le scuole e non i posti di lavoro (pubblici e privati), i punti di aggregazione della gente (pubblici e privati).

Una bambina di quarta elementare mi ha fatto un'intervista "per compito" e, alle sue domande, ora, avrei voluto rispondere in modo diverso.
Ma come fai a rispondere alla domanda "Il corona virus ti fa paura?" ad una creatura di 9 anni che ti guarda con due occhioni spalancati, pronta a scrivere... ?
Avrei voluto dirle che tutte le cose che non conosciamo ci fanno paura, che non sono un medico, che non so se questo microscopico virus possa avere davvero quella faccia poco simpatica che ha colorato sul suo quaderno... che non sono le rinunce e le restrizioni di questi giorni a farmi paura, ma quello che ci si può aspettare dopo...
Perchè il dopo non sappiamo ancora quando sarà ma, intanto, questo lasso di tempo che passa, non porta sempre e solo cose buone per dopo...
perchè io "andrà tutto bene" non riesco a dirlo nè a scriverlo proprio di mio...
perchè non ho la verità in tasca, non so nulla e poco posso fare in questi giorni se non salvare in PDF le pagine di un libro di scuola al quale altri non riescono ad accedere...

Ero arrabbiata, sì, perchè avevo dei lavori da terminare, altri ancora da impostare e con i bimbi a casa non è possibile gestire il cliente al telefono, avere idee originali, far fare i compiti al grande e intrattenere quello piccolo, nel mentre di "Ho fame", "c'è la lavatrice da stendere", "mi scappa la pipì" e i miei genitori che non sono stati bene di salute e che quindi erano da monitare a turno.

Ma intanto sono passate due settimane e, quando proprio non sapevo più cosa fare, prendevo e portavo i bimbi a fare una passeggiata nel quartiere: l'ora d'aria.

Poi l'anello se è fatto sempre più stretto, zone gialle, poi rosse, poi emergenza di tutta l'Italia... facendoci per forza capire che la situazione non era facile, non era una semplice influenza (come più volte hanno detto all'inizio), non colpiva solo gli anziani e chi aveva patoligie gravi (che già sono in tanti)..., non riguardava solo la Cina e poco riguardava i cinesi dello "Shun Fa", additati e ghettizzati, che da anni vivono e si ammazzano di lavoro tutto il giorno e tutti i giorni, qui, non nel loro Paese d'origine, che non vedono nemmeno con il binocolo...
Così, a casa nostra e in molte altre famiglie, si è deciso che io e bambini stessimo definitivamene a casa, mentre Marito si esponesse al lavoro (per fortuna nei campi, dove, alla solita tranquilità del paesaggio deserto, si è riversata un sacco di gente per passeggiare e correre), si occupasse settimanalmente della spesa nostra e non solo.
A questo step, la gente, probabilmente anche confusa, si è divisa in due fazioni: quelli che restavano a casa (per paura di essere contagiati e di contagiare i propri familiari) e quelli che proseguivano tranquillamente con la propria routine come se nulla fosse.
Ma la cosa più deprimente di queste incomprensioni è che le due parti si scannavano a vicenda, invece di trovare un punti di incontro, di confronto, di spiegazione, di chiarezza.

Chi passeggiava con il cane era additato dalla mamma e casa con i bimbi, chi era a casa segnalava il tipo che correva sul marciapiede... se portavi un bambino a fare 200 metri in bici eri una mamma degenere, ci sono prima io in fila per il supermercato, ma cosa fai con la mascherina? Carnevale è finito...

Si deve sapere chi è l'untore 0, 1 ecc... non per capire quante persone sono state in contatto e fermare la catena, ma per puntare il dito ancora una volta.
Perchè tra umani è così: quando si sbaglia, si deve trovare il capo espiatorio e metterlo al rogo come le streghe ai tempi dei Medioevo, invece di capire cosa e il perchè è successo, di trovare INSIEME una soluzione, di collaborare perchè lo stesso errore non si ripeta, di migliorarsi.

"Per quanto ci piaccia poter sempre avere un metro di giudizio in tasca, in questo caso dobbiamo lasciarlo nel cassetto.
Se proprio dobbiamo usare un metro di giudizio, usiamo quello della tolleranza e del rispetto delle differenze." (cit. Burabacio che ha scritto un post in merito che trovo molto in linea con il mio pensiero).

Poi è arrivata, non ha bussato alla porta, è stata veloce, la morte, come una doccia fredda...
un caso nel mio paese, uno in quello vicino, bollettini di guerra giornalieri in cui si spera di non riconoscere personalmente nessuno.
E allora mascherine, guanti, distanza di sicurezza e...
"Ma quando riapre la scuola?"
"Oggi andiamo a trovare i nonni?"
E noi ci troviamo a dare risposte che non sono verità... perchè per il mestiere di genitori non c'è un manuale, uno lo fa come riesce, come può, come gli viene dal cuore. Ma non sempre è tutto giusto o tutto sbagliato.
Ognuno è diverso e reagisce a modo suo, ma sempre in attesa di una statistica che migliori, di un annuncio che indichi il miglioramento, di quel giorno in cui diranno che non ci sono più casi, che è finito tutto, che si può tornare a ciò che prima non ci piaceva fare ma che, in questi momenti, abbiamo apprezzato ancora di più...
Forse il dopo ci renderà diversi, più lenti, forse ritorneremo frenetici come prima, forse anche peggio di prima...
forse è ora di cambiare, non solo le lancette dell'orologio.

E a pensarci mi viene da ridere quando, all'inizio dell'anno, avevo chiesto più tempo, forza e ispirazione...
Questo 2020 mi sta davvero mettendo alla prova.



disegno da web







martedì 18 febbraio 2020

idea riciclosa carnevale: tema mattoncini&costruzioni

E' da un po' che non scrivo... ancora una volta... non perchè non abbia idee, ma il mio piccolo è stato ancora poco bene... :(
Ma non potevo mancare all'appuntamento di Carnevale!
Come ogni anno, infatti, mi diverto a realizzare i costumi dei miei bimbi (e anche i miei), utilizzando ciò che abbiamo in casa e un po' fantasia!
Non è sempre necessario saper cucire pezzi di alta sartoria, al limite basta saper dare "due punti" a mano... giusto per reggere il tempo necessario della giornata in maschera!

Quest'anno abbiamo aderito al tema proposto dell'Oratorio del nostro paese "CarnevaLego"... come non cogliere la palla al balzo con una famiglia appassionata di mattoncini e costruzioni!
Tatino grande ha realizzato il costume "mattoncino" con gli Animatori durante il laboratorio di Carnevale organizzato da loro. Il resto della family si è autoprodotta delle semplici maschere e costumi fai-da-te coordinati.
Vi riporto di seguito questa maschera (ho davvero apprezzato l'impegno e la voglia di fare dei giovani della Parrocchia... hanno avuto un'ottima idea!!!) oltre a proporvi altri suggerimenti a tema... sono talmente veloci da realizzare che si possono produrre prima di domenica o del martedì grasso... e a costo pari a zero!

 

Tatino ha fatto il mattoncino di sinistra usando una scatola di cartone di riciclo.
Con tutte le cose che si ordinano sul web è facile reperirne una!
Al massimo potete chiedere i cartoni di scarto di un supermercato.

Io avevo pensato, invece, ad una maschera sul viso abbinata ad una pettorina di cartone sagomata, unita da due bretelle, così da essere più leggera (appoggiando il peso sulle spalle) e meno ingombrante... Ci sono delle espressioni dei visi davvero buffe, oltre a traversimenti più personalizzati come il poliziotto, il pompiere, le principesse... insomma ce n'è per tutti i gusti!



E poi... come non citare il film del mattoncini!!!
Senza tanto cartone... per il personaggio maschile basta un giubbino catarinfrangente (ne possiamo tutti uno in auto!), meglio se arancio, con qualche personalizzazione di finte tasche e scollo camicia con un pennarello indelebile nero.
Per il personaggio femminile già la maschera fa tutto!!! (infatti io faccio questo!)
Il resto del costume, anche se fosse tutto nero senza personalizzazione, rende comunque l'idea!

A questo link troverete le maschere originali da scaricare gratuitamente, basta una stampante e il gioco è fatto... o, se siete bravi a disegnare, potete ricalcarla dallo schermo!
Una volta accoppiato con la colla il foglio ad un cartone, basterà ritagliarlo, fargli due fori ai lati e legare un elastico di misura!

 

Per chi non vuole rinunciare ai supereroi, si può sempre fare Batman, Superman, Supergirl, Joker... oppure l'adorabile gattino del film!!!!

Ora bisogna solo pregare di rimanere indenni fino a domenica! :)


Altre idee riciclose di Carnevale? Leggi qui!!!!
oppure fatti ispirare dalla mia bacheca di Pinterest
E voi da cosa vi travistirete?

venerdì 24 gennaio 2020

parole dell'anno: forza, tempo e ispirazione

Non ho abbandonato il blog, tranquilli... è che gennaio, per certi versi, è anche peggio di dicembre.

Riassunto delle puntate precedenti: quest'anno, oltre ad avere lo spirito natalizio del Grinc, me la sono tirata da sola... piccolo con placche in gola dal 24 al 27 dicembre, io il 26 da seppellire... insomma, buon natale eh! Inutile dire che tra l'ansia (mia) dei compiti e le giornatine NO, non abbiamo fatto un gran che...
Ma, terminato il delirio delle vacanze natalizie, ognuno è tornato alla sua scuola, al lavoro e la casa ha cominciato pian-piano a riprendere sembianze più normali.
Poi mettici gli impegni sportivi dei bambini, i colloqui con le Maestre, nuovi progetti lavorativi da cominciare, marito con congestione... insomma, a parte qualche foto sui social, non ho avuto tempo di scrivere NIENTE.
E poi, una tranquilla domenica, la scorsa, TRACK! Un bel 40 di febbre del piccolo, di nuovo placche in gola, trafila medici (e scrivo solo trafila...), bimbo a casa tutta la settimana. OK, in questi giorni mi viene voglia di andare a vendere banane, ma non qui, nel Corno d'Africa... ho l'illusione che forse, così lontano, nessuno mi romperebbe più di tanto le cosiddette per cose futili, quando io sono già FULL.

Poi mi sono imbattura in una mail che mi ha fatto riflettere.
Parlava di una "parola dell'anno" e, in principio, ho pensato che fosse una di quelle americanate del "credi in te stesso", "vai che ce la fai", "non ti ferma nessuno"...
però, guardando le persone che avevano provato a fare il percorso per trovarla, mi sono accorta che il loro modo di comunicare era ed è diverso, più positivo, trasmettono una bella immagine ma anche un cuore dietro le cose che fanno... per cui mi sono detta: dai, provo! (Al massimo è una cagata!)...perchè è questo che ho pensato davvero... :)

Si tratta di un percorso gratuito in 5 mail (in inglese) che, giornalmente, ti danno dei piccoli compiti e suggerimenti per trovare una parola che ti possa affiancare per il 2020 e che ti possa essere da monito per realizzare (o almeno provare ad avere) degli obbiettivi, o anche solo ad avere più consapevolezze e a stare bene.

Sì, perchè è da un po' che mi sono accorta di essere sempre arrabbiata, con tutto e con tutti, non sopporto più nessuno... un giorno, al pronto soccorso, in coda per essere visitata, mi sono accorta di avere la mia borsa piena di cose per gli altri e non per me... ok, sono una mamma, ci sta... ma io, a parte un assorbente, dove andata a finire?

Premetto che il percorso l'ho fatto molto a modo mio (come, tra l'altro, era più o meno suggerito... diciamo che io l'ho tradotto così...), il momento relax con la voce rilassante l'ho saltato a piè pari perchè proprio non sono il tipo... però, alla fine, ho trovato le mie parole. Sì, perchè ce n'è più d'una.
Quella principale è FORZA, le due che accompagnano sono TEMPO e ISPIRAZIONE.
Ora spiego perchè ho scelto proprio queste.

FORZA: mi trovo in un momento in cui tante volte nella mia testa rieccheggia il "non ce la faccio", sono stanca, mentalmente e fisicamente ma "mi tocca" e quindi lo faccio, con fatica ma lo faccio. Tante volte basterebbe un incoraggiamento positivo per sentirmi un po' più leggera, per capire che LO FACCIO perchè ne ho la FORZA e da quella devo attingere per non demoralizzarmi, per provare e trovare idee, per essere positiva. Non si stratta sempre di forza fisica, ma più di forza mentale... di quel "dai, lo stai già facendo". Spesso il mondo delle mamme è pieno di sensi di colpa... ragioniamo sempre sulle manchevolezze e mai su quello che davvero facciamo, che è tanto e che viene fatto SOLO per la nostra Forza di volontà.
Insomma, FORZA, guarda che il bicchiere è mezzo pieno! Sei già a metà dell'opera!

TEMPO: stava per essere la parola principale, ma ho deciso di metterla come secondaria, non per darle meno valore, ma per affiancare e ricordarmela sempre insieme a FORZA. Non ho tempo, pace. Quella cosa aspetterà, e non muore nessuno. Ho voglia di fare questo... mi prendo il tempo neccesario per farla. Devo pensare ad un progetto, per farlo bene ho bisogno di tempo, me lo prendo. Se lo vuoi per ieri vai da un altro, tanto non te lo fa. (questo, alla fine, non l'ho fatto mai... ma potrei provare a farlo, occhio!). Ho bisogno del tempo e di decidere come e quanto dedicarne a chi dico io, non perchè altrimenti mi sento in colpa.
Se oggi c'è bel tempo vorrei fare una passeggiata fuori, guardare i raggi del sole in inverno, la natura e i profumi della primavera che si risveglia tra una gelata e l'altra.
Perchè oggi è solo oggi, e non torna più.
Spesso tolgo anche l'orologio e se sto facendo una cosa e qualcuno mi richiama ad un'altra, prima finisco quello che stavo facendo, poi faccio l'altra cosa.
Mi riprendo il mio tempo, senza razionarlo, ripartirlo, ri-organizzarlo con piani B... se ce l'ho lo faccio, se non ce l'ho non lo faccio.

ISPIRAZIONE: questa è una di quelle parole che, quando la pronuncio, mi corre un brivido lungo la schiena. In realtà racchiude il significato di tante altre parole. Ispirami a quanche cosa, creare, inventare un'immagine innovativa che rispecchia me e il desiderio del cliente, oppure farmi un gioiello con le mie mani, oppure dipingere insieme ai miei bimbi, ascoltare le note di una canzone, scarabocchiare idee, osservare e prendere spunto da un'immagine...  sono momenti UNICI, CREATIVI a cui non riesco a rinunciare perchè mi fanno sentire VIVA e mi fanno stare bene.


Non è facile ricordarsi tutti i giorni queste parole, senza farsi risucchiare dal vortice degli avvenimenti... quando alle 3.00  di notte mio figlio non stava bene mi sono detta: eh, forza, 'sti cavoli! Questa, uno o più figli pestilenti non li ha!

Non basta una parola. Però, prima o poi, le cose passano... e bisogna sempre ripartire.

E voi, la vostra parola dell'anno ce l'avete?

p.s. Volutamente non ho messo link della Signora S. (che, detto così sembra la versione femminile del Signor S. dei Me contro Te) che propone questa cosa, non perchè non meriti una nota, ma perchè chi vuole intraprendere questo tipo di percorso deve essere consapevole che non sia l'acqua di Lourdes, potrebbe aiutare ma non risolve da sola le cose. Non è una magia, non è un lavaggio del cervello ma, tanti altri, sotto le stesse mentite spoglie, la imitano e "peluccano" soldi a persone fragili.
Prima di divulgare una cosa del genere, io ci vado con i piedi di piombo e la razionalità...sempre, perchè sono fatta così...


disegno da web in stile liberty









domenica 22 dicembre 2019

barriere mentali

Mi capita spesso di osservare la gente, le persone, le mamme...
Penso sempre che i sociologi e chi fa delle ricerche dovrebbe venire ad osservare il crocchio di gente fuori da scuola per capire davvero la realtà che ci circonda, non analizzare dati.

Vivo in un piccolo paese per cui tutti conoscono più o meno tutti e, a volte sembrerò anche un orso che non parla con nessuno, ma guardare, ascoltare e osservare come una persona si pone, come una persona si veste, che parole usa, come rivolge agli altri lo sguardo... mi fa riflettere e capire tante cose...

Come tre anni fa, purtroppo, si tende a raggruppare per etnia la folla, e dentro ogni gruppetto si parla una lingua diversa... solo qualche eccezione, soprattutto tra quelli che abitano da più tempo qui, stanno iniziando a sdoganare questi gruppetti, allargando la cerchia... speriamo possano essere di più...

C'è quel Nonno che arriva a piedi, con la giacca o il cappotto di un taglio antico che non ne trovi più, strisciando il piede sinistro e, ad ogni passo, alzando la spalla sinistra come per compiere un saltino. Arriva dal fondo alla strada e sembra aver camminato a lungo, è visibilmente stanco, tanto da sostenersi vigorosamente alla ringhiera, per tirare un po' il fiato.
Ha una gestualità nel togliersi il cappello quando entra come un teatrante gentiluomo su un palcoscenico. E' straniero, non parla italiano, ma se lo saluti gli si apre un sorriso e china la testa in segno di buongiorno.

C'è una Mamma che, soprattutto quando faceva meno freddo, osservavo per il gusto nel vestire. Non ha capi particolarmente colorati, veste abiti occidentali, non quelli tradizionali delle coetanee, ma hanno dei dettagli di strass, di cuciture, dei tagli che le stanno davvero bene (e che piacciono anche a me, nonostante abbiamo una corporatura differente). Sa portare bene persino la montatura degli occhiali...
Tiene banco nel suo gruppo, si vede che è una energica, una "caciarona" diremmo noi!
Quando dice la sua si aggiusta la giacchetta, come per puntualizzare, ma si vede dal volto che è anche una donna dolce. Quando l'ho salutata una mattina si è visibilemente stupita, non se lo aspettava...
Io non conosco la sua lingua ma, ascoltando quelle donne parlare (tra l'altro hanno una lingua con suoni molto musicali), mi sembra di capire il senso generale del loro discorso, forse perchè qualche volta alternano parole in italiano, forse perchè le mamme hanno tutte un po' le stesse preoccupazioni...

C'è un Papà da solo, le basette canute gli escono dal cappello a basco in feltro grigio, è straniero ma parla bene in italiano, anche con i suoi figli, non guarda il cellulare per ammazzare l'attesa, non parla di calcio con il gruppetto dei papà che si conoscono, si appoggia alla fine della ringhiera in una posa statica e osserva, anche lui, le mamme straniere posizionate davanti a lui, come se quella possa essere l'unica collocazione che possa avere in quel contesto. Ha un cappotto grigio, lungo, elegante... deve fare un lavoro d'ufficio, perchè è sempre ordinato e preciso, al contrario di me, che sembro una scappata da casa...

C'è una Nonna che arriva a piedi con il suo abito tradizionale che, con questo freddo, sembrerebbe troppo leggero, ma che ricopre con un mega sciarpone per riscaldarsi. Si siede sulla panchina, alle elementari, e si rannichia con le ginocchia con un'elasticità da ventenne. Ma anche la sua camminata è a tratti sbilenca, forse anche a causa dell'abito lungo. Non parla italiano, non parla con nessuno... se non con il nipote che attende fuori da scuola. Le siedono al fianco altre Nonne, italiane e straniere, ma pare sia invisibile... E a me verrebbe una voglia di attaccar bottone con Lei che voi non potete immaginare...

Fuori da scuola, nella fila all'ospedale, in un supermercato... troveremo sempre chi è straniero, chi è nuovo, chi non sa parlare la nostra lingua...
Ma, a priori, non dobbiamo porre delle barriere mentali, non dobbiamo erigere dei muri. Io sono curiosa di sapere dove quella Mamma ha comprato quella bella maglietta, dove lavora quel Papà, da dove provengono la Nonna e quanto ha camminato quel Nonno.
Non c'è un "tra noi" e un "tra loro"... perchè andiamo tutti nella stessa scuola, nello stesso asilo, a fare le stesse cose e con gli stessi fini...
Tutti gli stranieri all'estero tendono a fare gruppo fra loro, ma potrei entrarci anche io nella tuo gruppo e tu nel mio ed allargarlo...

Non è vero che se non si conosce la lingua non conosci le persone...
Ci sono linguaggi che vanno oltre parole.

Questo video, per esempio, non so in che lingua sia...
avrebbe potuto essere girato in tutti i paesi e le lingue del mondo,
si sarebbe comunque capito benissimo.





Secondo me alla fine dice: "Scusatemi, era l'unico modo per rivedervi..."
E secondo voi?


Buon Natale



giovedì 19 dicembre 2019

Natale in Rosa 6

#nataleinrosa


 

Siamo arrivati all'ultimo appuntamento con le Donne & Mamme che hanno aderito all'iniziativa #nataleinrosa.
Con le realtà che vi ho proposto, oltre ad una serie di idee regalo, spero di aver creato una rete di condivisione "in rosa" che sia da esempio alla valorizzazione dei diritti femminili, molto spesso ancora calpestati in ogni parte del mondo... chi per culture millenarie, chi sul lavoro, chi all’interno del nucleo familiare. 

Le Donne di #nataleinrosa sono diverse tra loro ma hanno in comune la voglia di mettersi in gioco sempre, di creare, di fare innovazione, di condividere, di inventarsi.

Anche Lei è già stata ospite tra le mie pagine, vi ri-presento:

Monica

Sono passati diversi anni da quando ho scoperto Monica, in arte "Mosca Bianca", e da allora non ha mai smesso di stupirmi con l'orginalità e la precisione dei suoi prodotti.
Architetto, Mamma di due bambini, maschio e femmina, due piccoli aiutanti del suo laboratorio creativo dove nascono set asilo, nascita, zainetti e tanto altro... tutto studiato, cucito e personalizzato per ogni piccolo Cliente!

Dalla fase creativa a quella di realizzazione!



Il tema unicorno non è adorabile? :)

E' l'esempio di come la maternità non l'abbia fermata, anzi.
E' bello trovare foto sui suoi social mentre cuce con la sua bimba al fianco, mentre scelgono i tessuti oppure si traformano in piccoli modelli per le sue creazioni!

Mi ricorda un po' quando ero bambina... delle ore trascorse vicino alla macchina da cucire di mia Mamma e... mentre lei instancabilente lavorava, io giocavo con i "ciappini" di stoffa, scarto della lavorazione.



Per conoscere meglio i suoi prodotti potete contattarla su:

- Facebook Mosca Bianca
- Sito web www.moscabiancacreazioni.it


E per tutte le lettrici del mio blog...
indicando al momento dell'acquisto la parolina magica SCONTOinROSA, sarà applicato uno SCONTO DEL 10% sull'ordine, valido per gli acquisti di tutto il mese di GENNAIO 2020, per cominciare bene l'anno e in vista nuovi inizi e inserimenti all'asilo!
 



 
P.S. Questo post non è sponsorizzato, quando trovo un prodotto che merita ne parlo volentieri!




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martedì 17 dicembre 2019

Natale in Rosa 5

#nataleinrosa


 

Prosegue l'appuntamento con Donne & Mamme che hanno aderito all'iniziativa #nataleinrosa.
Fino alla settimana che precede il Natale, vi farò conoscere alcune realtà gestite da Donne & Mamme proponendo, oltre ad una serie di idee regalo, una rete di condivisione "in rosa" che sia da esempio alla valorizzazione dei diritti femminili, molto spesso ancora calpestati in ogni parte del mondo... chi per culture millenarie, chi sul lavoro, chi all’interno del nucleo familiare. 

Le Donne che farò conoscere per #nataleinrosa sono diverse tra loro ma hanno in comune la voglia di mettersi in gioco sempre, di creare, di fare innovazione, di condividere, di inventarsi.

Non è la prima volta che parlo di lei sul blog, si tratta di:

Maddalena 

Maddalena Capra Lebout, blogger di "Pensieri Rotondi" e autrice di "0 virgola 6", ha scritto circa un anno fa questo breve testo, il suo personale racconto di Mamma.
Una storia che dovrebbero leggere un po' tutti, non solo le Donne, perchè, come solo Maddalena riesce a fare, è una lettura che ci catapulta un una realtà dura, molto spesso non raccontata nè condivisa, sottaciuta nell'intimo profondo, in cui ci si riesce a specchiare, ritrovando un pezzetto di sè.
Maddalena ha raccolto tutte le sue emozioni, giorno per giorno, pagina per pagina, non solo per Lei stessa, ma per diffondere come ogni esperienza può essere un valore che si aggiunge, sempre e comunque, perchè è vita.

Riprongo un passo che io stessa mi rileggo ogni tanto:
«C’è solo un modo per essere felici: essere tristi.
Lo so che sembra assurdo,
ma se non ascolto questa tristezza lei poi m’inseguirà.
Bisogna lasciarla venire, e poi tornerà la voglia di tutto;
e tutte le cose belle».

Tratto da "0 virgola 6" di Maddalena Capra

Se volete conoscerla un po' di più seguitela su:

- Facebook "Pensieri Rotondi"

e su Amazon "O virgola 6" lo trovate QUI, nella versione digitale o cartacea.
 



 
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