venerdì 13 settembre 2019

idea riciclosa: il segnalibro fai-da-te

In occasione dell'iniziativa #segnalibero2019 ho autoprodotto una serie di segnalibri fai-da-te, liberati in diversi posti.
Ecco come li ho realizzati.


Quante volte si tengono da parte perline, paillettes, spaghi...
In questa occasione ho potuto riciclarli dando loro una nuova vita!
Per incentivare la lettura ho pensato di aggiungerci sopra "Ancora un Capitolo" o semplicemente "Buona Lettura" con caratteri scritti a mano.
Per il cartoncino ho riutilizzato un ritaglio di un vecchio lavoro che avevo conservato... il cartoncino avorio ruvido era troppo bello per essere gettato!


Il primo segnalibro di destra è stato realizzato a 4 mani con il mio piccolo artista: anche uno scarabocchio si può trasformare in un pezzetto d'arte!
Chissà se qualcuno li ha trovati, raccolti e conservati... speriamo!
Io li ho comunque fatti con il cuore...






giovedì 12 settembre 2019

matrimonio a prima vista


Dopo aver visto la scorsa "stagione", non posso esimermi dal mostrare un mio parere - puramente personale - sulla trasmissione "Matrimonio a prima vista".

Francamente non riesco ad entrare nell'ottica di chi si rivolge a questo tipo di programma. Fossi anche la più vecchia delle zitelle, io, mai, mi presenterei e mai affiderei il mio futuro a tre esperti che, pur bravi che possano essere, debbano decidere al mio posto, soprattuto se in base ad una statistica di compatibilità.

Avessi avuto delle delusioni sentimentali, no, non ci andrei lo stesso.

Eppure c'è una fila di ragazzi e ragazze, giovani, anche di bella presenza che di possibilità di conoscere un partner ne potrebbero avere, senza grandi difficoltà (secondo me), perchè hanno un minimo di vita sociale, di amici, un lavoro... ma, evidentemente, hanno bisogno di una mano... un esterno che li aiuti.

Non tutti, ma molti dei "concorrenti", a primo impatto (forse anche per le telecamere che non aiutano certo ad essere naturali) sembrano essere "piatti", concedetemi il termine.
Non hanno espressione di sentimenti... è come se fossero irrigiditi in una maschera e avessero bisogno di una scossa adrenalinica che li rigeneri un attimo.
Si, un attimo... perchè poi tornano come prima...
Sono in costante ricerca della felicità, della soddisfazione, il desiderio della vita "perfetta" che hanno sempre sognato e, probabilmente, si sentono incompleti o insicuri di compiere un passo che sentono dentro ma, come bloccati, non riescono a compiere da soli.
Fanno anche un po' tenerezza... per certi versi.

Forse basterebbe un supporto maggiore nel loro primo nucleo familiare, un po' più di stima non per se stessi... ma nelle azioni che coinvolgono oltre a sè anche un'altra persona, con la quale si costruisce una relazione che, non per forza deve essere "perfetta", anzi... sapete quante volte uomini e donne hanno idee diverse?
Nessuna coppia è perfetta, nessuno è perfetto. Siamo noi a vedere il giardino del vicino sempre più verde del nostro. Forse non sappiamo apprezzare quanto già possediamo, che è già qualcosa di grande e straordinario ma, sotto i nostri occhi diventa ordinario, normale...

E poi c'è un tempo per tutto, ragazzi... probabilmente ci si vede raggiungere un'età in cui gli altri si sposano, si staccano dal gruppo... "e tu quando ti sposi?"
E dopo che sei sposato: "Ma quando fai un bambino?" e dopo ancora "E quando il secondo?" e c'è chi - credetemi esiste - chiede anche "Quando il terzo?"...
Ma troviamo finalmente il coraggio di rispondere: "ma fatti i fatti tuoi!"
Usciamo dagli stereotipi e da ciò che vogliono gli altri, facciamo ciò che veramente sentiamo NOI!
Non fatevi ingoiare dal dubbio: ma quando capita a me? E se non trovo nessuno?
Ma succederà quando sarà il momento, quando troverai una persona per TE...
Quanti sposi ho visto fare su un "ambaradan" di matrimonio e durare 6 mesi tirati...
Non si deve dimostrare niente a nessuno... tanto meno gli altri debbano giudicare uno/a che non è sposato/a o non ha trovato ancora la compagna/o ideale.
Ho visto persone che si sono sposate a 60 anni (ecco forse, lì avrebbero potuto accelerare i tempi...), ma essere davvero felici e accettarsi con i pregi e i difetti che, ad un età più matura, ormai ti tieni e ami.

Poi una cosa che proprio non tollero è questa.
Matrimonio. Cos'è? L'abito bianco, la cerimonia, le foto, il pranzo e il viaggio di nozze.
Ma l'AMORE?
Al primo posto deve venire quello, caxxo, ma vaffa il ricevimento e i parenti (con tutto il rispetto per i parenti, eh!).
Ma se io AMO una persona, la sposo anche in pigiama su un eremo sperduto!!!!

Questa è la concezione d'amore che si è persa.
Prima viene la coppia, poi viene il resto, con un po' di sano egoismo, ma prima si solidifica e si fanno le basi di un rapporto, poi si condivide con gli altri, non per mostrare un trofeo (la moglie o il marito), ma per condividere una gioia, quella dell'amore SINCERO nato tra due persone che si amano.

Altrimenti torniamo nel Medioevo, con i matrimoni combinati, il baratto di 8 mucche in cambio di una persona (solitamente la donna), e via così...
Sminuendo il valore dei sentimenti, dell'essere umano.

Seconda cosa che non tollero.
"Beh, ma provi, se va male tanto divorzi..."
Scusa? No, uno non fa "le prove" con una Persona, almeno per il rispetto dell'altra.
Ci si frequenta quante volte lo si ritiene necessario, si fanno esperienze insieme, ci si impara a conoscere...

Ma il rispetto? La fiducia che uno ripone in un'altra persona?
L'amore non è una carta da firmare...
Amarsi non vuol dire che se cambio idea basta una firma e ci separiamo.
Amare vuol dire anche sopportarsi e supportarsi, sforzarsi di capire, essere complici, spronarsi... ma che promessa uno ha la pretesa di fare e di ricevere da chi non conosce e non ha mai visto in vita sua...? che fiducia posso riporre nell'altro se non ho idea di chi sia...?

E' apprezzabile con che coraggio facciano un passo così... io non ne sarei capace,
inoltre sfido chiunque a trovare armonia e intimità con telecamere e cameraman che ti seguono passo-passo... io non riuscirei nemmeno se mi promettessero in cambio una vita ricca, lunga e felice.
Cosa avrei fatto io a 30 anni zitella? Avrei girato il mondo, sarei andata nei posti più sperduti che nessuno conosce, probabilmente in quelli più poveri.
Viaggiare è un ottimo modo per conoscere se stessi, i propri limiti e imparare un po' dagli altri... anche da chi è lontano da noi come cultura.

Seguirò le puntate e non giudicherò gli atteggiamenti delle persone in sè, ognuno è fatto come è fatto e io non li conosco e non sono nessuno.
Nel mio lavoro, di promessi sposi ne vedo tanti anche io e, per la mia modesta esperienza, posso dire che l'ultima parola ce l'ha sempre la donna. Se la donna va spedita, il rapporto funziona... gli uomini si accontantano anche di meno e si fanno meno fisime mentali...
Solo una coppia, a mio parere "a naso", in questa edizione funzionerà. Le altre no, anzi, io le avrei scambiate (tanto, già che ci siamo!).
Ma vedremo come andrà a finire nelle prossime puntate...

E... Voi, lo seguite?
Che ne pensate?



P.S. Se qualche "concorrente" mi stesse leggendo (due abitano anche non tanto lontano da qui), per favore, contattatemi e spiegatemi la vostra scelta.
Sarei felice di ascoltare a cuore aperto il vostro punto di vista.


Immagine da web



 





lunedì 9 settembre 2019

rientro, inserimento e... avanti!!!

Le vacanze sono ormai un lontano ricordo, non che avessimo fatto quel gran che...
è pienamente ora di rientrare, di ricominciare, ognuno con le proprie attività, chi la scuola, chi il lavoro... quest'ultimo trascinato fino adesso fuori orario, per incastrare tutti gli impegni.
Si riparte, è settembre!

Oggi, 9/09/2019 termina anche la mia inizitiva #segnalibero2019 che, a malincuore, non è decollata e non ha visto partecipare nessuno, a parte me :(
Sarà stato il periodo estivo, in cui tutti hanno diritto al meritato riposo...
Sarà stato che io ho pubblicizzato poco e male l'evento, presa da mille cose e partendo io stessa tardi nella distribuzione dei miei segnalibri...
Sarà che la gente non è più di tanto interessata alla lettura, alla condivisione...
tanto che i miei 4 segnalibri non sono certa che siano stati raccolti, presi e conservati... (nessuno sui social ha segnalato ritrovamenti, giusto per darmi conforto), le persone hanno paura di guardare ma soprattutto di toccare un biglietto di carta con scritto "prendimi", hanno timore che esploda, controllano con diffidenza, e se poi costa qualche cosa?
Mmmmmm.... è solo un segnalibro!
Non vi dico la mia osservazione da lontano che agitazione mi faceva salire...
Così da decidere di lasciarli liberi per poi cambiare completamente strada...

Ne avrei dovuto "liberare" un ultimo, il quinto della serie, ma il fato ha voluto che mi si sia aperta la bottiglietta dell'acqua in borsa e che il malacapitato segnalibro si fosse danneggiato e rotto... come dire... era proprio destino!

Di solito in questo periodo ho una carica in più... ora, a furia di caricare e motivare gli altri, ho perso un po' la mia... sono un po' demotivata...
Perchè gli sforzi che faccio non vedono il frutto che vorrei, le idee che propongo non prendono sempre il volo... ed è fisiologico... non tutte le ciambelle escono con il buco e, forse, anche io stessa non mi sto impegnando così tanto come dovrei.
Ma non ho tempo per niente, inizio una cosa e la devo interrompere, poi ne incomincio un'altra e un'altra e non termino nulla...
Mentre prima riuscivo a recuperare, ora devo accantonare e dopo un po' decidere se abbandonare, perchè - tutto - fisicamente non lo riesco a fare...
Alle volte mi sembra di arrivare nel posto sbagliato al momento sbagliato... ho delle idee che mi vengono tardi ma se provo a metterle in pratica adesso non hanno più lo stesso effetto come se pensate prima, per tempo.

Ho forse troppe aspettative, quelle mi fregano sempre... dovrei pensare ed agire senza aspettarmi niente... magari riuscirei a godere meglio quegli sforzi e quei germogli... sono stanca dell'estate, del caldo (che da stamattina, sembra smorzarsi), delle zanzare, del cantiere che fa rumore qua vicino, dei compiti delle vacanze che finalmente come una tortura sono finiti tra capricci, lamenti e... "adesso posso andare?".

Per non parlare dello spannolinamento (che racconterò in un capitolo a parte) e dell'inserimento alla materna del piccolo.
Alle volte penso di non essere in grado di gestirne due, non ce la posso fare... ma come fanno quelli che ne hanno 3? Io sono già sclerata così!!
Poi credo di sbagliare io, di non essere troppo autorevole o di esserlo troppo come una fisarmonica... ma se non grido, qui non mi ascolta nessuno... e poi passo anche per la stressata di turno...
E' che sono esaurita come una pila scarica che continui a ricaricare solo un pochino perchè non hai tempo... non c'è mai la lucina verde, è sempre rossa, ma tu la metti  lo stesso nell'elettrodomestico che ti serve, dura poco e poi la ricarichi un poco ancora.

L'ideale sarebbe, ora, farsi una bella vacanza... (da sola in un'isola deserta) ma forse è meglio ripartire con il lavoro e, magari, un po' di tempo per me...
sono certa che mi verranno altre idee malsane!
A dire la verità, qualcuna ce l'ho già, perchè ho una bella testa dura... per scoprirlo non vi resta che seguirmi!

Buon settembre, buon rientro e buon inserimento!



venerdì 6 settembre 2019

Scusate se esisto!

E poi, una sera, riesci a vedere un bel film, dopo anni, accanto al marito, una commedia che ti incolla al divano per sapere come va a finire, che rispecchia lo spaccato italiano, ti fa ridere e riflettere.

Serena Bruno fa uno di quei tanti lavori per cui la lingua italiana non prevede il femminile, l'architetto, lo svolge con passione, oltre che con tecnica e personalità.
Si, personalità, perchè ci mette del suo anche dal punto di vista umano... quello che crea con uno schizzo a matita su un tovagliolo sarà uno spazio dove per prima vengono le persone, non il cemento, il giro di soldi, le mafie per gli appalti.

Decide perfino di tornare dopo anni all'estero nella sua Italia, a Roma... ma non l'aspetta un futuro facile, non perchè non sia competente, ma perchè è donna.
L'unica, o forse tra le poche, ad avere le palle di presentarsi ai colloqui, di fare tutto l'iter e gli incartamenti come si deve... in mezzo a tanti uomini.

Ma non viene scelta mai, tranne quando dice di lavorare per un uomo e rappresentarlo in sua mancanza. Solo allora viene presa in considerazione, solo allora esite... anche se con un finto nome: Giulia.

Tutto questo le è possibile grazie all'appoggio di un amico, Francesco, che si presta a reggerle il gioco finchè il progetto viene approvato.
Durante la storia si susseguono una serie di raccamboleschi imprevisti che, bugia su bugia, permettono a Giulia di arrivare quasi fino alla fine.

Paola Cortellesi, che veste a pennello il ruolo di Serena (ispirata dal vero progetto di Guendalina Salimei), rende ironica una realtà viva ancora oggi e tipicamente italiana.
Quelle belle clausole che presentano alle donne quando si inizia un contratto (vedi la voce gravidanza)... quando pensano che Anversa sia solo una città straniera, come se nascere all'estero desse qualcosa di più che aversi fatto un mazzo a studiare le lingue... quando le donne, per mantenersi un posto fisso, vomitano nel bagno dell'ufficio, oppure sono le prime ad entrare e le ultime ad uscire, con al telefono i figli e per le mani il lavoro da sbrigare... ma non per questo vengono pagate almeno tanto quanto un uomo.
Quando il loro ruolo passa dal fare i caffè, le fotocopie ad organizzare giornate incastrando i capricci del Capo alla propria vita personale, ormai inesistente.
Tutti sanno tutto, ma nessuno fa niente.
Tutti lo vorrebbero mandare a quel paese, quel Capo, ma nessuno lo fa, per tenersi stretto il lavoro.

Il progetto di riqualificazione del Corviale, che esiste davvero, infatti, ci ha messo dieci anni per passare dal concorso ai lavori, dopo due ricorsi al Tar.
Perchè? Perchè siamo in Italia.
Burocrazia, mancanza di soldi e quella voglia di mettere il bastone tra le ruote, di farsi la guerra pur di frenare i lavori per chissà quali interessi... sono il vero "marcio" italiano.
Invece di velocizzare, migliorare la qualità della vita, fare un lavoro sensato, da noi si fa l'opposto, tanto c'è tempo...
intanto tutti sanno, ma nessuno fa niente...
e una donna, quando entra in un ufficio di uomini, deve sempre dare un colpo di tosse prima di salutare e di scusare di esistere.


p.s. Ho apprezzato anche la parte di Raul Bova, anche se un pochino mi ha fatto impressione... per me che da ragazzina avevo il suo calendario appeso nell'armadio... vederlo interpretare il ruolo di omosessuale... non ce la posso fare, scusate, ma mi si infrange un pezzetto di cuore adolescenziale!




Trailer ufficiale del film "Scusate se esisto"





lunedì 12 agosto 2019

alla salute, cin-cin!

Non si apprezza davvero lo "stare bene in salute" fino a quando non si fa un giro in un Ospedale.
E' capitato anche a me. Stavo bene, qualche giorno fa, non ho avuto nessun segnale che mi facesse pensare che da lì a poco mi sarei contorta dal dolore...
Nulla di veramente grave, intendiamoci, una colichetta renale.
Bevo poco, bevo niente... in ogni stagione... alle volte anche ai pasti, alla fine, guardo il bicchiere e mi domando: ma non ho ancora bevuto? Sono un caso limite, lo so... ma sorseggiare ogni 5 minuti (e andare in bagno ogni 10) non è del mio DNA. Sta di fatto che alle 7,30 del mattino, marito mi accompagna per un controllo, destinazione: ospedale, pronto soccorso.
Sarò anche strana... ma, a parte quando ho partorito, non sono mai stata in pronto soccorso... è un reparto che proprio non conosco.
Ma dovrebbero proiettarlo fuori quello che succede ogni giorno lì dento, non per criticare, ma per osservare, come in un esperimento, il genere umano... per comprendere quante sfumature esso possiede e per apprezzare di più ciò che ci circonda.

A tutte le ore del giorno e della notte arrivano ambulanze con gente conciata in ogni modo, chi entra senza una scarpa, chi ha la maglia impasticciata di sangue, chi grida dal dolore, chi chiede aiuto, chi dorme su una barella non si sa da quanto...
Ho passato una mattina che non mi scorderò mai.
Ho visto un sacco di anziani in barella, parcheggiati, i più fortunati avevano al loro fianco un figlio o una figlia. Stessi occhi, stessi lineamenti, solo un po' più giovani... non serviva chiedere chi era parente, si vedeva... per assurdo, da fuori uno lo nota molto di più che tra madre/figlio.
E, per ovviare l'attesa, chiacchieri con chi ti sta vicino... una signora filippina che è venuta a trovare l'amica e non riesce a muovere più le gambe, una signora che scalpita per andare a fumarsi una sigaretta (e noi che la copriamo, con le infermiere, dicendo chè andata in bagno...)... alla fine si diventa solidali, in un ambiente così, una signora consola un'anziana sorda vicina di barella, poi... quando è il suo turno... saluta facendo gli auguri agli altri... un'altra chiede di dover andare in bagno... sono visi stanchi, che forse vedrò solo oggi, poi magari non incontrerò più... alcuni di loro, anziani, sono particolarmente pallidi, quasi trasparenti, con pochi capelli bianchi come zucchero filato, hanno gli occhi "liquidi", chi più vivi chi meno... è così che si diventa prima di morire?
In ospedale si vede e si pensa di tutto...
e, vedendo quelle persone soffrire davvero, per anzianità o per dei malesseri, improvvisamente ci si sente meglio... io, in confronto, non ho nulla!
I reni sono a posto, calcoli non ce ne sono... hanno trovato solo un po' di sabbiolina... devo solo bere! Mi sento una miracolata!!!!

E poi osservi anche loro, i medici, le infermiere, le signore delle pulizie nelle loro nuove divise con le bretelline da "Super Mario"... hanno tolto la polvere in posti dove credo che nemmeno in casa mia l'abbia mai tolta... fanno turni allucinanti, ma sono lucidi (io sarei esaurita), li vedi che sono nel loro ambiente, sicuri come se fossero nati per fare quel mestire lì e basta. Vedi la loro passione nei gesti, nelle domande che ti pongono. Un infermiere aveva tatuata sul braccio una frase di tre righe... non ho fatto in tempo a leggerle mentre mi prelevava il sangue... ma sarebbe stato curioso sapere quale mantra avesse scelto da mettere in modo perenne su quel braccio che usa per lavorare... e che spesso mostra alla gente...
I modi gentili, pazienti, di un'altro infermiere canuto che direziona i pazienti dove andare, come un vigile in corsia, con un sorriso contagioso che tranquillizza e dà fiducia. Con calma incastra barelle una a fianco all'altra con una precisione matematica, driblando una carrozzina "fuori fila" ma che in altri posti non potrebbe stare. E l'umanità di una volontaria che passa tra un malato e l'altro per scambiare 4 chiacchiere, per portare una coperta a chi ha freddo, per rincuorare chi aspetta...?
E' vero, passano delle ore, a volte delle giornate, c'è confusione, cè stanchezza... c'è stato anche un blocco informatico che ha rallentato tutte le lastre...
ma che culo (passatemi il termine) si fanno quelli che lavorano in pronto soccorso?
Alle volte uno non ci pensa neanche... vede solo i disagi... vede solo sè stesso, vede solo quel bicchiere mezzo vuoto che, in realtà, un po' d'acqua ce l'ha.
Ma io, a queste persone, faccio un inchino, dico grazie, quando esco.
E alla loro salute, brindo... con acqua, per espellere la sabbiolina che, avrei preferito, fosse quella di una bella vacanza al mare...


mercoledì 7 agosto 2019

cosa mettere in valigia

Diciamola tutta... son sempre le mamme che preparano i bagagli per tutti, per lo loro stesse, marito e figli...
La valigia diventa, molto spesso, fonte di stress... avrò portato tutto? E se manca qualche cosa? L'unico modo per diminuire l'ansia è preparare per tempo un'elenco di cose da spuntare, in modo da evitare sia di sovraccaricare la valigia sia di dimenticare oggetti quotidiani necessari.

Questa qui sotto è una lista indicativa per la destinazione MARE: basta scaricarla, stamparla, aggiungere eventuali oggetti e... usarla!




Inoltre è utile anche per conteggiare, al ritorno, se abbiamo preso tutto o lasciato qualche cosa nel posto di vacanza!
Secondo voi c'è tutto?


lunedì 5 agosto 2019

gite nei dintorni: ondaland

Le nostre ferie sono un po' a singhiozzi, tra la fase dello spannolinamento del piccolo (che va malissimo, mi astengo dal raccontare i particolari) e il lavoro mio e di marito... ci concediamo qualche momento di vacanza nei dintorni, organizzando gite in giornata che, comunque, richiedono un discreto bagaglio da portarsi dietro!

Era da un anno che lo avevo promesso al grande.... e così, venerdì 26 luglio, siamo andati al parco acquatico "Ondaland" di Vicolungo.



Dista davvero pochissimo da casa nostra... si arriva in circa in 25 minuti (senza autostrada).
E' aperto tutti i giorni da Giugno al 1° di Settembre con orario 10.00 -19.00.
Noi abbiamo scelto il venerdì per evitare la calca del fine settimana ma devo dire che, essendo davvero ampio, è difficile non trovare posto, è in grado di contenere un sacco di gente!
Poi, entrando alle ore 11.00, non abbiamo nemmeno trovato la fila alla cassa! (disponibile anche prenotazione on-line con ingresso a parte)
I bambini sotto il metro entrano gratis e per gli altri componenti ci sono pacchetti famiglia per ogni esigenza.

Visto che io e miei figli non sappamo nuotare e non siamo dei grandi coraggiosi... sono rimasta piacevolmente stupita da quante cose abbiamo potuto fare e da quanto ci siamo divertiti!!!!

Mappa di Ondaland

Una volta entrati ci si può posizionare dove si desidera: moltissime solo le aree di prato con ombrelloni, anche vicino ad alberi che danno ombra e frescura!
Poi ci sono lettini, ombrelloni di paglia più ampi, un'area con sabbia/ombrelloni/lettini, delle aree pic nic, dei gazebi di paglia... il bello è che, una volta pagato l'ingresso, non si affitta nulla, si può scegliere liberamente dove stare senza alcun costo aggiuntivo.
Noi abbiamo approfittato del prato per fare anche un pic-nic: è consentito, infatti, portare cibo ma non mancano bar attrezzati con la possibilità di pranzare o "merendare" direttamente lì: panini, hamburgher e patatite, gelati... c'è l'imbarazzo della scelta!

Ma passiamo alla attrazioni!!!
Le due aree per bambini (massimo 12 anni) hanno l'acqua bassa, quindi accessibili anche al mio piccolo di 3 anni. Quella più centrale ha fontanelle con spruzzi, scivoli e tubi di piccole dimensioni (uno anche con qui scendere su un gommone), un pellicano che rovescia una cascata d'acqua e una zona idromassaggio.

 

In ogni area (sia per bambini che adulti) ci sono almeno due bagnini che sorvegliano attentamente gli ospiti, fischiando e segnalando limiti e scorrettezze. (Hem...io mi sono beccata due richiami...).

L'area kids "Castello" in fondo al parco, invece, non ha più la struttura in foto ma due gonfiabili che galleggiano nelle piscine (sempre basse) e sul quale ci si può arrampicare e andare a cavallo, oltre ad altri due scivoli l'acqua e piccole fontanelle.

Bellissima la grande Ola: una mega piscina con le onde!!!!


Scende piano-piano come una spiaggia al mare e, ogni non so bene quando, il bagnino suona la campanella: a quel punto, dal fondo, un motore produce delle vere e proprie onde, sia alte che più soft... è divertentissimo!!!!
Accanto, in una zona con degli spruzzi alti e la musica mixata da un dj, si può anche ballare!

Il fiume lento, nella sua semplicità, è stato davvero piacevole, tanto che i bimbi hanno fatto diversi giri tra un'attrazione e l'altra. In pratica una corrente crea un piccolo fiume che gira; dietro tutti gli scivoli è possibile richiedere una ciambella gigante entro cui sedersi e lasciarsi trasportare. Ovviamente noi l'abbiamo fatta a piedi e i bimbi nel gommone... :D

Io e mia nipote, invece, ci siamo lanciate sul multipista... così io ho assaporato le brezza di quando, da bambina, andavo sul taboga alle giostre ma, stavolta, atterrando in una piscinetta bassa che, al nostro arrivo a bomba, ha prodotto uno schizzo fenomenale!

 

Ultima, ma non per divertimento (anzi, anche questa fatta due volte) è il Kobra
Ci si siede in un grande gommone rotondo (ci si sta anche in 4/6 a seconda della proporzione adulti/bambini) e ci si lascia scivolare in un percorso tra spruzzi e giravolte fino alla piscina finale!

Oltre a queste, per chi sa nuotare e non ha timore di tuffarsi, ci sono tantissime altre attrazioni, più o meno per temerari, con ripidi scivoli, percorsi che ti sparano in alto a bordo di un gommone o ti fanno roteare in una struttura "a cipolla".

 

Il parco è ben tenuto, curato e con tantissimo verde. Le addette al Bar sono gentili e particolarmente disponibili anche con i bambini (che ci mettono un'ora a scegliere un gelato!). I bagni sono puliti (anche se non ho trovato un fasciatoio), con accesso anche per disabili.
Vicino all'ingresso, per chi lo desidera, ci sono delle cassette di sicurezza dove riporre gli oggetti di valore.
Per una pausa-acqua ci sono anche un parco giochi all'asciutto e una sala giochi. 
Le foto che trovate qui sono tratte dal sito perchè, con tre bimbi e marito non siamo riusciti a fare scatti... eravamo sempre in acqua!

Che dire d'altro... il prezzo è un po' più alto rispetto ad un un ingresso in una tradizionale piscina ma offre moooolto di più, oltre ad essere, a mio parere, più sicura e a misura di famiglia: ci ritorneremo di sicuro l'anno prossimo!



P.S. Questo post non è sponsorizzato, quando trovo un posto che merita ne parlo volentieri!

martedì 30 luglio 2019

#segnalibero2019

Come già annunciato, la #top5summer va un po' in vacanza, ma è sostituita da un'altra divertente iniziativa che unisce creatività e condisione. Cos'è?
Si chiama #segnalibero2019 e nasce con lo scopo di favorire la lettura, appunto usando un segnalibro, non solo per i testi estivi, ma anche nelle stagioni che seguono.
Leggere apre la mente, il cuore e le ali della fantasia... 
già, perchè il bello è che il segnalibro dovrà essere creato dalle vostre mani: siete liberi di usare qualsiasi tecnica, materiale, colore.
Una volta realizzato dovrà essere liberato in un luogo pubblico, un bar, una biblioteca, un parchetto... dove volete! Basta che sia accompagnato dal seguente tag che ne attesta l'origine dell'iniziativa e, se vorrete, con un vostro messaggio.

Scarica, Stampa e Ritaglia la versione a colori oppure quella in bianco e nero!


Scattate una foto che dimostri l'effettivo abbandono, condividetela sui social con l'hastag #segnalibero2019 e scrivetemi qui nei commenti per avvisarmi che avete partecipato.

Uno speciale GRAZIE va a Rosa di Kreattiva che, prima di me, ha inventato un'iniziativa simile "Danza sulle ali colorate di Kreattiva", promuovento l'artigianato e il fatto a mano a tema "farfalla", a cui ho partecipato volentieri anni fa. Oltre ad avermi dato preziosi consigli in questi giorni, mi ha concesso di utilizzare lo stesso "meccanismo" di creazione+condivisione a cui spero voglia partecipare anche Lei insieme a tante creative nella blogosfera!


L'iniziativa scade il 9 settembre 2019!!!
Affrettati a realizzarne uno o più e a liberarli al mondo intero!!!

Riassumiamo LE REGOLE per partecipare:
1) Realizzare uno o più segnalibri.
2) Scaricare il tag, stamparlo e personalizzarlo per allegarlo al segnalibro
3) Liberare il segnalibro in un luogo e scattare una foto
4) Condividere la foto sui social con l'hastag #segnalibero2019
5) Lasciare un commento qui sotto per avvisarmi di aver partecipato.

Tutte le foto saranno raccolte e tema di un futuro mio post.
L'autrice del segnalibro è libera di pubblicare sul proprio blog (se ne possiede uno) il tutorial per realizzarlo e divulgare l'iniziativa a chi volesse partecipare.

E chi trova il #segnalibero2019?
Può ripubblicare sui social il ritrovamento (sempre con #segnalibero2019, specificando che si tratta di un ritrovamento) e, se lo desidera, può a sua volta partecipare all'iniziativa e creare altri segnalibri da liberare!
Inoltre, chiunque può divulgare l'iniziativa condividendo su blog e social questo banner!



Allora, pronti? Viaaaaaa!!!!!!!!!

Prossimamente anche i miei segnalibri prenderanno il volo!!!
Seguitemi sui Social Facebook e Instagram!!!!



venerdì 5 luglio 2019

Idea riciclosa: copri-costume fai da te!

E' estate... piscina o mare sono indispensabili per sopravvivere a questo caldo, quindi, se vi occorre un copri-costume last minute, siete nel posto giusto!


Io ho scelto questa mega t-shirt, di un bel cotone consistente, che mi è stata regalata come souvenir dall'Egitto: c'è infatti ricamato il mio nome con i geroglofici sulla parte frontale. In questo modo la potrò sfruttare molto di più!
Rovistate quindi tra i cassetti, negli anni '80-'90, queste magliettone andavano molto di moda... sicuramente ne possedete una vintage!
E realizzarla è davvero veloce! Non serve cucire!!!!


L'effetto è un po' "squaw/indiana" e il suo lavoro di copri-costume lo fa benissimo!
Tirando le singole listarelle ritagliate, il tessuto si arrotolerà su se stesso e non si noteranno imprecisioni nel taglio!

Buona piscina e buon mare!!!

mercoledì 3 luglio 2019

il tempo di una clessidra

La scorsa settimana, andando a trovare i miei, ho trovato mio papà in un'insolito rituale... risfoderando una propria foto di classe delle elementari, faceva una X a matita su coloro che erano passati a miglior vita. Mi ha raccontato di chi ha avuto in incidente stradale, mancando all'improvviso giovanissimo, di chi, da giovane, è stato colpito da un tumore (allora male sconosciuto), chi si è trafertito lontano dall'italia o, per lavoro, ha cambiato città.... abbiamo guardato insieme i volti, le espressioni, i modi di fare che una foto di 70 anni fa è riuscita a cogliere e a rimanere, per molti, immutata nel tempo.
Ho pensato alla mia foto di prima elementare e a quella ritirata da poco scattata alla classe di mio figlio.
Ci sono cose che non cambiano mai.

Tempo fa ho incontrato per caso una mia vecchia compagna che, a dire la verità, non è mai stata il culmine della simpatia... ha sempre camminato da un palmo da terra, diciamolo... ma sono bastate poche battute, un paio di espressioni del viso e WROOM sono tornata indietro nel tempo ed ho avuto la certezza che così l'avevo lasciata, così l'ho trovata a distanza di anni, non è cambiato nulla, lei non è cambiata.
Forse, per modificare il modo di vedere di una persona, il modo di porsi, l'espessività facciale, ci vogliono delle emozioni forti e dei fatti più incisivi che lasciano un segno marcato nella propria vita... lei, probabilmente, non ne ha vissuti di così intensi ed è rimasta immutata. Oppure è così e basta, che può anche essere.

A volte, quando faccio la spesa, incrocio una signora in pensione che possedeva un negozio in centro nel mio paese l'origine, quindi, conosciuta da molti. Una donna semplice, senza tanti convenevoli ma che, al di fuori del suo ambiente lavorativo, non è mai stata così socievole. Mi è capitato, ogni volta che mi vedeva con i bambini, che si fermasse a salutarmi, complimentandosi di come crescevano e sorridendo loro con un occhio velato... dopo qualche secondo si congedava dicendo di salutare i miei.
Non ho mai capito perchè, con me, con noi, avesse questa accortezza e non capivo COSA gli facesse brillare gli occhi... fino a che ho scoperto che aveva perso in un incidente suo figlio giovanissimo, aveva circa 20 anni, alla guida di una moto.
Allora ho capito quello sguardo... ho capito che il suo strappo era stato talmente grande ed inaspettato che avrebbe fatto qualsiasi cosa per riavere ancora solo un secondo in più.

Tutto il tempo che passa non si valorizza nel modo giusto e uno lo capisce solo quando i granelli della clessidra terminano.
Quando si fa una foto, come quella di classe, non ci capita mai di pensare a noi tra 10-50-70 anni, si vive quell'attimo pensando di sorridere, di non essere spettinati... per uscire bene in foto. Poi la si ripone in un cassetto considerando "è un ricordo, quando mi capiterà di riguardarla di nuovo?" e, invece, quando si diventa adulti e successivamente anziani, quegli scatti diventano molto di più un semplice ricordo:
si trasformano in storie, in vite da raccontare...
Quel bambino bravo in matematica è diventato un Artista e il mese scorso ha fatto una delle sue tante prestigiose mostre. Quello che non riusciva a stare fermo nella foto è ancora una "testa matta" ora...

Il futuro è tutto da scoprire, anche se è segnato in modo indelebile dal passato: viviamo il presente come se fosse l'ultimo istante della vita, godiamocelo fino alla fine perchè non sappiamo quando, come e perchè tutto finirà senza la possibilità di girare la clessidra e ripartire di nuovo, da zero.


foto da web


lunedì 1 luglio 2019

U-la-là!

Oggi ho cambiato veste grafica alla testata del blog... che ne dite?
I contenuti sono rimasti invariati, ma avevo bisogno di cambiare un po' il guardaroba :D
Un po' di rosa e un po' di glitter...
Come spero di fare anche sul muro del mio ufficio... vi tengo aggiornati!


Intanto,
Buon inizio Luglio e buona settimana!


photo by pinterest

venerdì 21 giugno 2019

quadretti fai da te: estate!

Oggi è il primo giorno d'estate!!!!
Non potevo lasciare i miei quadretti abbandonati con ancora gli auguri di Pasqua... necessitava un restyling alla parete, obbligatoriamente!
Poi, iniziavo ad appuntarmi in ogni dove i posti che mi sarebbe piaciuto visitare insieme ai bambini... perchè, seppur di vacanza ancora non c'è molta traccia per i grandi, per i piccini, invece, il caldo, la bella stagione è sinomino di: "Dove andiamo? Cosa Facciamo oggi?"...occorre una lista come si deve...
Stamattina ho quindi deciso di disegnarmene una io e di condividerla con voi... Eccola!
(è possibile scaricarla e stamparla, il tutto gratis!)


Che ne dite? 
Io adoro il bianco e nero, però nulla vieta di colorarla e personalizzarla, non solo con le vostre mete tanto desiderate, ma aggiungendo un pizzico fantasia!
Attorno al trolley di sfondo vagano gli elementi dell'estate: un aereo di carta (oppure uno vero per chi farà un Viaggio con V maiuscola), le nuvole simbolo di libertà e di qualche acquazzone estivo, gli occhiali da sole, il mio amato gelato, un salvagente (lo so... sembra una ciambella da mangiare, basta aggiungere gli zuccherini...), una cartina o un depliant che vi illustra cosa vedere e dove andare, delle palme... queste fanno estate... :D, una macchina fotografica e un cuore che unisce tutti. 
I punti da compilare sono 10+1... sì, perchè voglio rompere un po' gli schemi... perchè solo 10? Non so voi, ma quando ci sono tot spazi a me viene in mente sempre qualcosa in più che poi bisogna escludere... qui, invece, ci sta!

Ma ecco anche gli altri quadretti!


  • il primo racchiude, come ogni anno, la mia passione per il gelato... non solo d'estate... stavolta in versione "mongolfiera"! "Ice Cream is alway a good idea!"
  • "Verso l'infinito e oltre!" Tra qualche giorno uscirà al cinema la nuova avventura di Toy Story che non ci perderemo per nulla al mondo!
  • "Viaggiare significa aggiungere vita alla vita": ho trovato questa frase vera, perfetta per l'estate. Il viaggio crea sempre aspettativa ma, quello che ti porti davvero a casa, è molto, molto di più... è un pezzetto di vita che cambia il tuo modo di vedere le cose quotidiane, di adattarsi lontano dal nido confortevole, di cavarsela, di scoprire ed esplorare mondi lontani dai nostri... e aprire la nostra mente!
  • "Se hai un giardino e una libreria hai tutto ciò che ti serve". Ho sempre letto i testi estivi nel giardino di casa, per cui posso garantire che "il viaggio" è davvero assicurato! (anche nel nostro odierno giardino-giungla!)
  • "Piantare un giardino è credere nel domani", anche quando c'è poco tempo, raccogliere frutti e veder spuntare fiori che hai curato è una delle soddisfazioni più grandi che solo la Natura sa donare!
  • E per finire... l'elenco, per ora ancora vuoto, dei posti da visitare insieme.
P.S. A parte l'ultimo, sono tutti tratti da Pinterest, se andate sul mio profilo nella bacheca "frasi A4" li trovate tutti!!!!

Vi piacciono?





giovedì 20 giugno 2019

barcollo ma non mollo

Lo so... manco da un po' in queste pagine... e me ne disipiace un sacco...
E' che ultimamente è successo di tutto.
Sono stata male una settimana prima che terminasse la scuola del grande con uno stramaledetto virus intestinale, di quelli che devi correre in bagno, ovunque tu sia.
Poi, gli impegni fine scolastici, le feste di compleanno, i ritrovi, un matrimonio, i preparativi del grande per il grest, il piccolo con le placche in gola, il rientro al nido e di nuovo le placche in gola, il ri-rientro al nido e la febbre, così, "gratuita", il grande con l'intestinale, vai a prenderlo prima del previsto con il piccolo a seguito, tienilo a casa due giorni.
La gita a cui non partecipa al grest, a casa un altro giorno, poi aggiungi... smaltellamento cameretta con risistemazione letti, "ripulis" generale delle cose in giro per casa con 3 cambi dell'armadio (il mio non l'ho ancora fatto) e smistamento panni, giochi e oggetti per i più piccoli... risistemazione della taverna (ancora in fase di assestamento... ultimamente era il parcheggio di ogni oggetto inutile).
Senza contare un lavoro urgente di cui continuano a fare modifiche... per la serie "fare e disfare è sempre lavorare", nuovi lavori arrivati, altri da continuare a gestire, inventare, pensare...
Ah, in tutto questo, abbiamo montato anche la piscinetta in giardino, seminato l'orto con verdura e piccoli frutti e allestito tavolo e sedie esterni per merende e pranzi. Sono riuscita a convincere il grande ad imparare ad usare la bicicletta (se avete consigli sono tutt'orecchi... per ora ho fatto solo delle gran sudate) a patto di regalargli un Lego, una volta riuscito... lo so, non si fa... ma bisogna scendere a compromessi per ottenere risultati.
Cosa che non so se riuscirò a fare con il piccolo... che a settembre inizia la materna e deve essere spannolinato. Per ora imperiano le esclamazioni "chiudi il water", ogni volta che ci si avvicina, e "no viene" quando è ora di farla.
L'unica cosa che lo ha entusiasmato è la fare la sfilata delle mutande, ovvero provarne di tutti i colori, con disegni e non e mostrarle in passerella (corridoio).

E' un periodo intenso, bello ma intenso.

Se riesco e se sopravvivo quest'estate vorrei far partire un'iniziativa diversa dal Top5Summer, giusto per cambiare un po'... mi piacerebbe una cosa più creativa e di condivisione... nelle prossime settimane cerco di mettere insieme le idee...

Quindi seguitemi, perchè non è finita qui... il mio bel blog (e i commenti di tutti voi che mi danno la carica!) non li mollo!!!!!



immagine da web

venerdì 10 maggio 2019

idea riciclosa mamma: tag e anello origami

Ricordo ancora oggi il primo regalo della festa della Mamma che ho ricevuto dal mio bimbo quando andava all'asilo nido... avevo una grande aspettativa, forse perchè era la mia prima vera festa da Mamma, e mi sono ritrovata nelle mani una cosa impresentabile... era un cerchio ritagliato nel cartone marrone con delle mollette dei panni arancioni attaccate attorno... doveva essere un simil-tentativo di fiore (o così almeno l'ho interpretato io...) ma ricordo che non c'era scritto nessun nome, non c'era un cuore, un messaggio con "ti voglio bene"... sembrava più un invito ad andare a stendere i panni... :(
Ora, il mio bimbo di allora 3 anni non sapeva ritagliare, forse ha attaccato le mollette ma, Maestre, vi prego, piuttosto di uno scempio, accoglieteci con un "Auguri Mamma!".
Con il passare degli anni (e con un altro asilo nido), i lavoretti sono moooolto migliorati... sia in termini di collaborazioni con i bambini, sia come risultato finale.

Ma le Mamme non sono solo quelle dei bambini piccoli, sono anche le Nonne, le Zie... per questo ho pensato di regalare una tag molto semplice ed essenziale ma con un messaggio profondo: ti voglio bene, perchè sentirselo dire una volta in più non fa mai male!




C'è la versione in positivo, negativo e una in bianco e nero da colorare e personalizzare con il colore del vostro cuore.
Basta scaricare il file e stamparlo in modo che occupi per intero un foglio A4.
E il regaolo vero e proprio? Ho trovato questo tutorial spettacolare dove, passo-passo, potrete costruire un anello origami regolabile con un dolcissimo cuore, il cuore di Mamma! (per i più piccoli serve l'aiuto del Papà!)
Il foglio quadrato per realizzarlo è tipo quello dei memo 8,8 x8,8 cm circa, se il foglio è bicolore (bianco da una parte e colorato dall'altra) otterrete un bel cuore in contrasto cromatico davvero d'effetto!
Che ne dite?



...e... Auguri a tutte le Mamme!

 altre idee le trovatenei link qui di seguito:

mercoledì 8 maggio 2019

il regalo più bello

Qualche tempo fa ho letto il post di una amica blogger, Irene di Dadirri, e partecipando anche io a compleanni di bambini, non ho potuto fare a meno di fare questa riflessione.
Irene raccontava la nuova moda di festeggiare i bambini con enormi e dispendiose feste di compleanno che includono animazione, giochi vari e... regali.
Io, assolutamente d'accordo con ciò che spiega qui, mi sono soffermata su questo ultimo aspetto: il dono.
Ma sono davvero indispensabili così tanti regali, giochi (anche costosi) nelle mani di un bimbo/bimba nella fascia d'età compresa tra 0-10 anni?
Ma dove li mettono tutti questi giochi? Per quanto tempo davvero li utilizzano?
Francamente credo che sommergere di pacchetti un bambino/bambina non sia la cosa più "sana" del mondo. Non per invidia ma, un bambino invitato (che magari non ha la possibilità di festeggiare così) si sente sminuito (perchè lui sì e io no?)... il valore dei giochi mette in difficoltà anche il genitore, che non si trova più a dover "fare un pensierino" ma ad essere all'altezza degli altri pacchetti, per non fare brutta figura.
E il bambino che li riceve? E' davvero felice di avere cose materiali al posto di un momento intimo in famiglia dove riceve la dimostrazione d'affetto dei genitori, dei fratelli, dei nonni...? Dove siano coinvolti solo la cerchia più stretta in un'avventura tutta loro (una mini gita, il cinema, una pizza...). Non si parla di escludere gli altri, ma di sviluppare per primo quello che sarà la base di un bambino: le fondamenta della famiglia. Poi, quando sarà più grande, avrà il tempo e il modo di dedicarsi anche con più maturità all'amicizia, agli affetti...
Noi tutti siamo cresciuti così, del resto... per chi è nato come me in inverno, ce la sognavamo la festa... ma non è mai morto nessuno e, anzi, io non ho mai recriminato nulla ai miei genitori... così era e così andava bene.
Cosa porta a casa da questo evento, oggi, un bambino?
Chiedo ----> e mi viene regalato, senza alcun minimo sforzo.
Che, diciamolo chiaramente, nella vita adulta che lo attende non sarà mai così.
Ma non è forse più bello guadagnarselo con il sudore ciò che si desidera, invece che venerne sommersi così, a balle? (...passatemi il termine).
Sarò antica io, non lo so, ma certe cose davvero non le concepisco.
E non per questo mi adeguo alla massa, perchè l'altra tendenza di oggi è: tutti vedono, tutti si lamentano (tra loro) ma quando è ora di parlare (e tirare fuori le palle), magicamente, va bene così a TUTTI. E si va avanti, ancora. Senza cambiare nulla, come prima, come se non fosse successo nulla.
Che va anche bene celebrare e festeggiare, ma c'è modo e modo... puoi trovarti al parchetto e offrire un gelato, una merenda... senza traformarsi per forza in un apericena-after-our che non finisce più... puoi invitare a casa tua 3/4 amichetti a giocare e magari cenare insieme senza che unisca la loro famiglia fino al terzo grado di parentela... si può condividere anche poco ma con la gioia di stare insieme... si può organizzare una caccia al tesoro tra le stanze di casa o nel giardino (o parchetto o sala dell'oratorio...), si possono fare dei giochi di società, di abilità, creativi... si possono fare le decorazioni a tema con una semplice stampante e un po' di fantasia... si possono fare torte fatte in casa, magari senza sculture avvenieristiche di zucchero, bruttine anche da vedere ma buone sotto i denti...
(Piccola parentesi: vedete mai un libro tra i regali? NO, pare non li stampino più)
Le alternative ci sono, basta metterle in pratica, e io penso che i bambini di oggi, quando poi cresceranno, comprenderanno il valore delle cose in base a quanto ne hanno e ne hanno avute. Chi non ha nulla, troverà, il poco che ha, prezioso. Chi ha tutto, non capirà il valore delle cose... le sciuperà, le ignorerà, probabilmente ne vorrà ancora delle altre... senza mai trovare ciò che lo rende felice, appagato.
A me non lo hanno insegnato con parole dirette... ma, per esempio, io cerco di non spaccare troppo la carta quando scarto un pacchetto (anche se poi la butto), quando apro una busta che potrebbe essere riutilizzata... forse è una mia mania del riciclo, ma anche rompere senza pietà un dono non mi sembra proprio una forma educata...
Il tutto poi si traduce in una scala di prepotenza, chi ha ottenuto di più si sente migliore e superiore di altri...
"Adesso ho "superato" io Tizio", così ho sentito uscire dalla bocca di una personcina, giuro.
E io, che non so mordermi la lingua, ho incalzato dicendo "Ma non è una gara!".

...pensateci quando fate le feste ai vostri figli
...pensate quando gli fate un regalo e quando acquistate per altri bambini
...perchè questi piccoli che oggi festeggiano così saranno gli adulti di domani
...forse è il caso di fare loro un "presente", cioè dimostrare loro la nostra presenza, non solo quando compiono gli anni.


foto da web




martedì 23 aprile 2019

2006-2019

Devo ammettere che ho fatto il calcolo con la calcolatrice... gli anni che mi sopporti cominciano ad essere tanti... son già 13 da sposati e 19 da quando siamo insieme!!!
Ho tanti ricordi che rimangono nel cuore e altri ancora si devono ancora "formare"...
Ti dedico questa musica, che so che apprezzerai: vuoi ballare con me?


Perchè una delle passioni che ci lega è la musica, tu mi hai fatto conoscere un sacco di musicisti... quelli che le note le sentono dentro come un linguaggio, c'è chi stende uno spartito e suona di notte perdendo la cognizione del tempo, chi saltella sullo sgabello, chi non riesce a stare fermo, tamburellano con le dita anche su un tavolo mentre si sta mangiando, chi insegna il vero valore della musica ai giovani, chi a volte scoviamo in TV o che sta facendo qualcosa di straordinario su un blog... ognuno di loro ha scritto un pezzetto di noi, anche su quel piano, il nostro primo "grande" acquisto...
E ora la tastiera la usano più i nostri bimbi... che si divertono a schiacchiare i tasti, componendo "a modo loro"... lo avresti mai immaginato 19 anni fa?
Forse no... ma spero che cose semplici come questa possano riempire le nostre giornate per altri 1.000 anni!

Buon Anniversario!

sabato 20 aprile 2019

idea riciclosa Pasqua: i pulcini sorpresa

Anche questa settimana sono in ritardissimo su tutta la linea....
Il piccolo di casa si è beccato delle potenti placche in gola che lo hanno messo a tappeto lasciandolo a casa in balia delle mie cure da venerdì scorso... il Grande ha terminato la scuola con un giorno di anticipo perchè avevamo in programma un controllo medico... il lavoro è tutto urgente, sulla casa stendo un velo pietoso... e poi i pensieri da preparare per Pasqua, compleanni, comunioni... insomma, non ho mai tempo di scrivere due righe!
Mettici anche che, in due minuti che marito era a casa, impagino le schede per questo post ma il programma si chiude inaspettatamente, senza salvare nulla... mannaggia! :(
Sembrava fosse destino non scrivere questo post, ma io ho la testa dura, durissima, e ho voluto realizzare a tutti i costi questi pulcini segnaposto e li pubblico in extremis... tanto sono davvero veloci e facili da fare, anche ll'ultimo secondo!


Vi spiego in poche parole come realizzarli, anche in versione Gallo e Gallina.


Inultile dire che l'ispazione viene da Pinterest, ma io ho rielaborato il tutto con i materiali di riciclo che avevo a casa...

Vi piacciono?
Saranno i nostri segnaposti sulla tavola di Pasqua!


venerdì 12 aprile 2019

idea riciclosa in cucina: la torta trenino

In occasione del terzo compleanno del mio piccolo, ho deciso di cimentarmi in una torta nuova e trasformarla in due cose che adora: un treno e Masha&Orso.
La ricetta in sè non è difficile e, anche con l'assemblaggio, devo dire che me la sono cavata... ecco la foto finale!


  Ingredienti
  • 5 uova
  • 50 gr di fecola di patate o farina
  • 70 ml di olio di semi di girasole
  • 70 gr di zucchero semolato
  • un pizzico di sale 
  • per farcitura: 200 ml di panna con nutella q.b. oppure marmellata
Per decorare:
- biscotti tipo "ringo"
- biscotti tipo "oro saiwa"
- cioccolato al latte
- zuccherini colorati
- spumini di cioccolato

Procedimento
Separare gli albumi dai tuorli. Montare i bianchi d'uovo a neve con un pizzico di sale. Aggiungere lo zucchero, poco alla volta, mescolando a mano con frusta oppure con lo sbattitore elettrico ma a bassa velocità.
Incorporare i tuorli, unire la fecola (o la farina) e l'olio a filo.

Stendere l'impasto ottenuto su una carta da forno disposta in una teglia.
Cuocere in forno pre-riscaldato a 180° per 12/15 minuti.
Sfornare, lasciare intiepidire, arrotolare il foglio su se stesso per fagli prendere la forma. Una volta raffreddato, farcire a piacere con uno strato di marmellata e uno di panna oppure con panna+nutella... a voi la scelta!

Con l'aiuto della carta da forno su cui poggia, arrotolare di nuovo la pasta su se stessa formando un unico rotolo. Far riposare in frigo per 30 minuti.

Per decorare
Tagliare in tre parti il rotolo: questi saranno i tre vagoni.
Sciogliere nel mocroonde qualche quadrato di cioccolato al latte e utilizzarlo per fissare le ruote (ringo) e il tettuccio (oro saiwa). Aggiungere gli spumini e degli zuccherini colorati. Nella parte centrale ho lasciato spazio per le candeline del festeggiato.
Per completare il treno: stampare, ritagliare e accoppiare con nastro adesivo su alcuni stecchini da infilare nel rotolo le sagome dei personaggi preferiti dai bambini e... il treno è pronto per essere mangiato!!!!!

Che ne dite? Carina come idea?



venerdì 5 aprile 2019

idea riciclosa: i quadretti Primavera & Pasqua

E' da un sacco di tempo che non riesco a scrivere sul blog, non perchè non abbia ispirazione ma, come ho già detto, proprio per mancanza di tempo... sto seguendo diversi progetti che stanno per uscire in stampa, altri ancora sono in via di definizione, altri devono prendere ancora forma... nel frattempo ci sono i bimbi, la scuola, la casa, il corriere, la tipografia, gli appuntamenti...
Ma finalmente mi ritaglio un momento, mentre il piccolo dorme, per scrivere un nuovo post: è arrivata la primavera (anche se il meteo ora è un po' così-così) e si avvicina Pasqua... ecco in arrivo anche i nuovi quadretti fai da te a tema!!!


  • il primo è un simpatico animaletto, credo sia un procione, tipo quello di Candy Candy, con una coroncina di fiori di pesco... tenero...
  • sorridi è primavera! I fiori sbocciano, gli uccelli cinguettano... lo so, hanno cambiato l'ora e ci dobbiamo ancora riprendere... ma non dimentichiamo mai di sorridere alla vita!
  • Un augurio pasquale con due orecchie che spuntano sulla "E"
  • Come non potevo stampare questo musetto di leprotto... solo a guardarlo fa troppo Pasqua!!!
  • Due stivali da giardino si trasformano in vasi con fiori recisi variopinti
  • E per finire... il messaggio "Felice Primavera" con dei bellissimi fiori del mio colore preferito: il rosa.
P.S. Sono tutti tratti da Pinterest, se andate sul mio profilo nelle bacheche pasqua e frasi A4 li trovate tutti!!!!

Vi piacciono?



venerdì 15 marzo 2019

idea riciclosa papà: il quadretto TVB

E' un periodo che non riesco a scrivere come vorrei sul blog, non perchè non abbia ispirazione, ma... tra un bimbo malato a casa, il lavoro, la casa... non ho proprio il tempo fisico per poterlo fare...
Però non posso rinunciare a creare il mio "quadretto" in vista della festa del Papà... una piccola idea riciclosa pronta da scaricare gratuitamente e stampare!

Può essere incorniciata e regalata oppure semplicemente usata come biglietto per accompagnare un tradizionale regalo... spero vi piaccia!


Si tratta di un messaggio semplice che potrebbe sembrare banale...
ma, secondo me, non basta mai dirsi che ci si vuole bene!


Altre idee riciclose per la festa del Papà:



venerdì 8 marzo 2019

Bis-Donna

Oggi è l'8 marzo, giorno dedicato alla Donna.
Per celebrarlo, ho deciso di ricordare una figura molto importante nella mia famiglia, una Donna appunto, la mia Bis-Nonna.

Ho avuto l'onore e il piacere di conoscere la mia Nonna-Bis non perchè nella mia famiglia ci siano poche differenze di anni tra una generazione e l'altra, ma perchè Lei ha avuto una vita particolarmente longeva, lasciandoci quando io aveva circa 13 anni e lei quasi 103.
Clementina, come molti trecatesi, ha avuto questo nome in onore di S. Clemente, patrono della sua città natale. Nata il 3 settembre 1891, ultima di sei fratelli, ha iniziato a lavorare a 12 anni in una famosa azienda manifatturiera della zona, la "Rossari e Varzi". Rimasta vedova molto presto nel dopoguerra, come molte donne della sua epoca, ha dovuto crescere una figlia da sola. Non ha mai voluto risposarsi, anche se i pretendenti non mancavano, in quanto pensava che, se un domani avesse avuto altri figli con il nuovo marito, la sua primogenita sarebbe stata accantonata e non avrebbe ricevuto lo stesso affetto.
Appassionata di operette, ha anche recitato in una piccola compagnia... e a 100 anni ricordava ancora le sue battute, le poesie e un sacco di brani a memoria. Ha sempre letto tantissimo, lavorato all'uncinetto e sgranato rosari con una fortissima fede in Dio, pregando in latino, che per me era ostrogoto.
Fino a quasi 90 anni ha abitato da sola in una casa di corte con il bagno all'esterno, poco riscaldamento (forse aveva un camino...) e pochissimi mobili e oggetti all'interno dell'unica grande stanza che mi ricordo. Diventando sempre più anziana, di malavoglia, è venuta ad abitare insieme alla figlia, a fianco alla mia casa d'infanzia.
La ricordo sempre vestita di nero, o quasi, con il suo inseparabile "scusà" (grembiule) con una o due tasche nelle quali c'era dentro di tutto, come la borsa di Mary Poppins: non mancava mai un paio di "furzoti" (forbici), un fazzoletto, caramelle, un "strop" (una cordicella/nastro), uno "scartuscic" (un pezzo di carta) che avvolgeva qualcosa... a volte aveva anche ago&filo perchè, se doveva fare qualche cosa, doveva aver tutto alla portata di mano (o di tasca).
Ha sempre camminato chilometri e chilometri perchè, all'epoca, non aveva nemmeno la bicicletta. Anche quando sua figlia, da bambina, fu ricoverata qualche giorno in ospedale per togliere le tonsille Lei si è recata a trovarla una volta, terminato il lavoro la sera, percorrendo a piedi Trecate/Novara (circa 10 Km andata + 10 di ritorno), per riuscire a vederla pochi minuti nell'orario di visita concesso ai parenti e poi ritornare a casa, sempre a piedi.
Mondina nei campi di riso per arrontondare, ha sempre avuto la passione di pescare le rane e poi friggerle in pastella. Ricordo ancora quando una volta è scappata da casa, approfittando del cancello aperto, per andare in campagna a farsi un bottino di rane saltellanti in un secchio...
E' sempre stata bene di salute, a parte una paresi, dalla quale si è ripresa, non ha mai avuto malattie gravi... forse grazie anche a tutti gli intrugli con le erbe e i decotti fai-da-te che beveva.
Ha cominciato il suo lento declino quando la vista è venuta meno.
La radio, l'audio della televisione e la preghiera, sono state le sue compagne negli ultimissimi anni, fino a che ha cominciato a non riconoscere più nessuno.

La ricordo affacciata al balcone a controllare tutti i movimenti che avvenivano in cortile, compresi io e mia sorella che giocavamo, a gridare "scandalo" quando mia sorella ballava il can-can alzando le gambe tipo Hater Parisi e la gonna, e ancora sulla sua poltrona con il "scialic" (lo scialle fatto a mano da lei) sulle spalle, poltrona poi divenuta della Nonna ed ora sostituita da un divanetto di mia Mamma.
Quella casa ha visto cinque generazioni ma, da allora ad oggi, tutto e niente è cambiato per le Donne.
Di sicuro è rimasta immutata la forza che hanno sempre avuto e che sempre avranno, per affrontare il bello e il brutto che gli riserva la vita, con o senza mimosa.

foto scattata per il giornale locale in occasione del 100esimo compleanno della mia Nonna Bis





mercoledì 27 febbraio 2019

già, 3 anni...

Con il tuo arrivo tutto è cambiato, alcune volte in meglio, altre in peggio.
Ma nulla, dico nulla, sarebbe concepibile, ora, senza di te.

Tu, con i tuoi tre anni, quello sguardo furbo, quel tuo sorrisetto beffardo e ruffuano, quella tua vivavicità e il non stare mai fermo...
Con te la pazienza non basta e, spesso, anche io mi arrendo, crollo al tuo volere... perchè due teste dure che continuano a scontrarsi o si spaccano entrambe o vanno avanti in eterno.

Tu, con la tua mania di toglierti in ogni stagione le calze, camminare scalzo e tirare su i pantaloni fino al ginocchio... anche in inverno.
O quella di provare ogni calzatura alla portata di mano, dai miei stivali alle ciabatte del papà, alla scarpe di tuo fratello...

Tu, che hai imparato a battere le mani a tempo, che balli su ogni musica, che conosci le canzoncine e mimi le mosse.

Tu, goloso di cose dolci... non puoi resistere alla tentazione dell' "acciolo"(ghiacciolo, anche questo in tutte le stagioni), del tuo amato "VUOVO", ovviamente non quello della gallina, ma quello firmato Kinder, delle "alamelle" (di ogni fattura, colore, gusto, dure o gelè) e del "chupa-chupa" che granocchi come se non ci fosse un domani dal dentista.

Tu, che hai inventato il WAO... un mostro da cui scappare (correndo e gridando a squarcigola per la casa), una volta era l'attaccapanni... poi pare si sia trasferito nel wc, tanto che controlli in ogni bagno ammonendomi se la tavoletta è alzata con "Mamma chiudi water"... manco uscisse da lì una tromba d'acqua che ci risucchia.

Tu che vuoi vedere "MEMO" (Nemo), "Paccatutto" (Spaccatutto), "Attissimo Me" (Cattivissimo Me) e... Herry Potte (senza erre finale) perchè c'è il "Ciente" (Silente) che assomiglia a Babbo (Natale)...

Tu che ad una domanda rispondi "Cetto, Mamma" e poi fai quello che vuoi, quasi sempre. E quando ne fai una delle tue chiedi "Cussa Mamma".

Tu, che il più delle volte mi repingi con un rifrancante "NO, tu NO!" e richiedi espressamente il papà.
Tu, con i tuoi calci (quelli arrivano sempre con le scarpe, chissà perchè), le botte gratuite con tuo fratello, le dita chiuse nella porta, le tue testate, le tue cadute e voli pindarici... sempre e solo di testa...
Tu e il pericolo, questo illustre sconosciuto...

Tu, che non vuoi bene a nessuno (a detta tua), ma ci abbracci all'improvviso e mandi baci con il ciuccio in bocca, e non ti separi mai dal cuscino vuncio, che ti porti ovunque... e che mi tocca lavare di nascosto.

Tu, che imiti tuo fratello, con lo zaino in spalla per andare a "cuola"... che lo trascini nei tuoi giochi spericolati e lo chiami con la manina "eni Samu, eni!"
Tu che chiami "Pa-pà-A?" appena varca la soglia.

Tu che non hai paura di niente, ma dici di avere freddo o mal di pancia solo per poter ricevere una coccola in più, visto che sai che io, invece di darti una felpa, di offro il calore di un abbraccio...

Tu, con quelle tue guaciotte da schiacciare e le coscette da mordere, che soffri il solletico in ogni punto e che ridi anche mentre dormi...

Tu, che ti assopisci la notte sulla mia schiena, come uno zainetto... spero di poterti accompagnare verso un lungo viaggio e farti scoprire il mondo, buttandosi, sì, ma non fisicamente di testa come fai tu, ma nelle situazioni, nelle occasioni, salire su quei treni che passano una sola volta... senza avere paura di esprimersi, di dire la propria opinione, di sbagliare e di riprovare ancora.

Ti voglio bene ciccino mio,
La tua Mamma.


foto da web





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